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Omicidio Pamio, tutti i reperti al setaccio dalla Scientifica di Roma

La 87enne venne uccisa poco prima di Natale nel suo appartamento di viale Vespucci a Mestre. Si cercano tracce che possano risolvere il giallo

La vittima Lida Taffi Pamio

I colpevoli dell'omicidio di piazza Mercato a Marghera sono stati individuati. Uno di loro è finito pure in manette. Ora manca la soluzione di un altro giallo "veneziano" per chiudere il cerchio in fatto di omicidi "recenti" in città. Si tratta dell'assassinio di Lida Taffi Pamio, l'87enne uccisa con dieci coltellate nel suo appartamento di viale Vespucci poco prima di Natale.

I reperti raccolti dagli investigatori della squadra mobile in questi mesi di indagini (e perquisizioni) sono stati inviati alla polizia scientifica di Roma. In modo da passare al setaccio tutte le possibili tracce lasciate dall'assassino. Gli esami di laboratorio potrebbero quindi fornire i possibili indizi decisivi per scrivere la parola fine del giallo. Tracce di saliva, impronte, macchioline di sangue. L'obiettivo principale è poi estrapolare il DNA del colpevole e poterlo quindi confrontare con quello degli indagati. Per ora nel mirino sarebbe finita una vicina di casa della vittima. Il suo appartamento è stato perquisito, ma la donna ha già dichiarato di non centrare nulla con il delitto.

I laboratori della Scientifica di Padova, come riporta Il Gazzettino, non sarebbero riusciti a estrapolare informazioni utili dal sangue trovato sulla luogo dell'omicidio. La speranza della svolta, quindi, viene riposta nella possibile presenza di saliva dell'assassino sui vestiti dell'anziana, che oltre a essere stata massacrata di coltellate, alcune delle quali l'hanno trapassata da parte a parte, tanto che le lame di tre coltelli su quattro si sono spezzate e sono rimaste conficcate, è stata picchiata al volto, le è stato spinto in gola un tovagliolo di carta e le è stato passato attorno al collo il cavo di un decoder per strangolarla. Non prima di averle coperto la testa col maglione che indossava.

Una violenza cieca e brutale. Il fatto però che la porta d'ingresso dell'abitazione non riportasse segni di scasso e che la stessa dopo il delitto fosse stata chiusa a chiave a doppia mandata indurrebbe a pensare che a uccidere Lida Taffi Pamio sarebbe stata una persona che la conosceva bene.

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