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Investito dal treno, salvato dai poliziotti: trentenne ricoverato all'ospedale

È stato soccorso mercoledì dagli agenti in servizio alla stazione di Mestre, poi è arrivata l'ambulanza: si è udito un tonfo, l'uomo ha riportato una grave ferita alla testa

Vivo per miracolo: secondo la polizia ferroviaria non ci sono dubbi, ancora pochi minuti e quell'uomo non ce l'avrebbe fatta: deve la sua vita alla tempestività e al sangue freddo degli agenti, oltre che ai soccorsi del personale sanitario. La prima segnalazione di un'anomalia arriva da un Frecciabianca in transito tra Padova e Mestre mercoledì pomeriggio: il personale di bordo sente un tonfo e ferma il treno, ma ad un primo controllo non risulta alcun segno di impatto, né alcuna traccia di ciò che è stato investito. Si decide comunque di avvertire del fatto la sala operativa, che a sua volta dirama l'allerta al convoglio successivo proveniente da Verona.

Quest'ultimo procede così a marcia a vista finché, giunto alla chilometrica segnalata, più o meno nel territorio di Ballò di Mirano, il personale avvista un uomo lungo i binari che barcolla e si appoggia alla barriera antirumore. Il treno viene fermato, si capisce che il malcapitato versa in gravi condizioni e si decide di farlo salire a bordo e farlo stendere: raggiungere Mestre sembra la soluzione migliore per tentare di portarlo in salvo. Intanto il capotreno lancia l’allarme.

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A quel punto entrano in gioco i poliziotti della Polfer in servizio alla stazione di Mestre: all'arrivo del convoglio si precipitano muniti di defibrillatore e materiale sanitario, mentre viene chiamato il 118. L'uomo, di circa 30 anni, privo di documenti e di probabile nazionalità magrebina, presenta una profonda ferita alla testa: è in stato di semi-coscienza, viene protetto con coperta termica e medicato con garze e ghiaccio per fermare l’emorragia in atto, scongiurando così il peggio. All’arrivo del personale medico il ferito viene portato d’urgenza all’ospedale dell’Angelo di Mestre, dove si trova in condizioni stabili nel reparto di rianimazione. Più tardi si cerca di capire cosa ci facesse in mezzo ai binari, ma lui non avrebbe voluto rilasciare dichiarazioni. Sono comunque in corso ulteriori accertamenti, sia per comprendere con precisione le dinamica dell’incidente sia, tramite impronte digitali, per l’identificazione del malcapitato.

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