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Rivolta improvvisa degli immigrati, in via del Gaggian notte infuocata

Verso mezzanotte copertoni dati alle fiamme nella ex sede della Croce Rossa. Gli occupanti non volevano far entrare le forze dell'ordine

Hanno dato fuoco ad alcuni copertoni all'aperto. Pare per protesta. Rivolta notturna degli occupanti della ex sede della Croce Rossa di via del Gaggian, dove la scorsa notte l'atmosfera si è fatta più che incandescente. E non solo per le fiamme. L'ex struttura sanitaria è diventata rifugio di diversi immigrati e i problemi di convivenza con i residenti del quartiere si sono già fatti sentire da un pezzo.

Verso la mezzanotte e mezza tra giovedì e venerdì è partita una chiamata ai vigili del fuoco. Fuoco incontrollato all'interno della recinzione dell'abitazione. Non pare però essere stato un intervento come gli altri. Visto che gli inquilini, tutti di origini africane, avrebbero all'inizio impedito alle forze dell'ordine di entrare all'interno della proprietà. Sarebbero volate parole grosse anche tra residenti, che chiedono da tempo una soluzione a un problema di degrado con cui devono convivere da tempo. "Ci urlavano razzisti - spiega una delle residenti, che chiede l'aiuto del questore - noi non lo siamo. Finché erano una ventina la situazione era sostenibile. Poi però è andata fuori controllo".

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Sul posto le Volanti della polizia, oltre che personale del commissariato di Mestre. A testimonianza che la situazione non sembrerebbe essere così semplice venerdì mattina si è aggiunto un sopralluogo della Digos e nel pomeriggio anche della polizia municipale, per capire i motivi del comportamento degli immigrati. Rimasti privi di energia elettrica per il consumo superiore alla soglia consentita. Una situazione ingarbugliata, con sullo sfondo negli ultimi tempi diversi arresti per spaccio da parte dei carabinieri della compagnia locale e del Norm. "Li vedo che vendono droga in bicicletta in strada - sottolinea una residente - lo fanno dappertutto. Qualcuno deve intervenire, questa strada è diventata terra di nessuno".

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