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Espulso "Il Mummia". «Si chiude un capitolo problematico per la città»

L'uomo, 35enne, ha collezionato negli ultimi anni una sfilza di denunce e arresti nella terraferma veneziana

L'ultimo arresto de Il Mummia

E' stato imbarcato su un volo di linea alle 7 di mercoledì mattina all'aeroporto Marco Polo e, dopo uno scalo a Roma e il definitivo atterraggio ad Alghero, è stato trasferito in auto al CPR di Macomer – Nuoro in attesa della definitiva espulsione. Si tratta di D.M., 35enne della Sierra Leone meglio noto come "Il Mummia", che in questi anni si è reso protagonista di numerosi reati (anche violenti) nella terraferma veneziana.

L'ennesima denuncia

D.M. è stato individuato martedì mattina, verso le 11, da due radiomobili della polizia locale nel Parco Albanese, alla Bissuola: nei suoi confronti erano stati notificati il 20 agosto scorso un decreto di espulsione dal territorio nazionale e un ordine di allontanamento firmato dal questore di Venezia. Un ordine che D.M. non ha rispettato: per questo motivo è scattata ieri l'ennesima denuncia, il cui iter si è concluso con il trasferimento del 35enne al centro per il rimpatrio.

«Si chiude un capitolo problematico»

D.M. è stato infatti accompagnato all'ufficio immigrazione della questura: lì, grazie a un'attività congiunta di polizia locale, polizia di Stato e Ulss 3, è stato individuato un posto nel Cpr sardo e sono state completate le necessarie procedure amministrative e sanitarie per garantire il suo trasferimento, che si è svolto mercoledì con la scorta di due vigili urbani e due poliziotti. «Si è chiuso in modo positivo un capitolo problematico per la vita cittadina», commenta il comandante della polizia locale di Venezia, Marco Agostini. 

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La storia de «Il Mummia»

La presenza di D.M. era stata accertata per la prima volta in Italia a Lampedusa nel maggio del 2016, mentre la sua prima presenza a Venezia risale al novembre dello stesso anno, in concomitanza con la richiesta di ottenimento di protezione internazionale. Solo per citare alcuni tra gli episodi maggiormente significativi, nel 2017 il 35enne è stato denunciato tre volte per spaccio e resistenza a pubblico ufficiale; nel 2018 è stato segnalato altrettante volte per molestia, resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento, spaccio di stupefacenti; nel 2019 per lui sono scattate le manette per spaccio e una denuncia per resistenza a pubblico ufficiale; nel 2020, infine, è stato nuovamente arrestato per danneggiamento. 

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