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La grande retata di Mestre: 25 arresti nel triangolo dello spaccio, contestate 6 morti

Dispiegamento di forze di polizia tra via Trento e Monte San Michele nel primo pomeriggio di martedì. Sono 41 le persone finite nel mirino, 70 gli indagati. Indagini su 12 overdosi fatali

Un blitz che trae origine dalle vicende di diversi mesi fa, quando Mestre divenne la capitale delle morti per overdose. E' stato allora, dai primi morti, che i pusher di via Monte San Michele hanno idealmente "firmato" la loro ordinanza di custodia cautelare. Da quel momento la squadra mobile di Venezia e lo Sco (il Servizio Centrale Operativo) della polizia di Stato, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia di Venezia (con input anche della polfer), hanno iniziato a indagare sul giro di eroina gialla che ha seminato morte nel centro di Mestre. Fino ad arrivare alle 14.40 di martedì, quando via Monte San Michele e via Trento sono state chiuse al transito e la folta comunità di nigeriani che è solita trascorrere tutte le ore del giorno in strada è stata messa in trappola.

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Sono 35 le ordinanze di carcerazione

Quattro o cinque sono riusciti a scappare, intuendo che non sarebbe stato un controllo "normale", ma sulle loro teste volava l'elicottero della questura intervenuto appunto per stanare eventuali fuggitivi. Un'operazione in grande stile che ha portato a 25 arresti (ma il conteggio è ancora in corso) su ordinanza di custodia cautelare. Sarebbero 41 in totale i nominativi finiti nel mirino, una vera "grande retata". Ma il palottoliere del blitz era in pieno movimento anche in serata: 35 le ordinanze di custodia cautelare in carcere (di cui una decina ancora da eseguire), 6 gli arresti differiti tra cui alcuni indagati già ristretti ai domiciliari.

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Quattro negozi chiusi

Sono stati tre i negozi con attività sospesa su ordinanza firmata dal questore di Venezia, sempre tra via Monte San Michele e via Trento. Per un mese la saracinesca dovrà rimanere abbassata all'Asian African Market, al Sonali Italia, al Ma Italia. Si tratta di chiusure ai sensi dell'articolo 100 del Tulps, il Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. Un negozio di via Monte San Michele è invece stato sequestrato per il reato di riciclaggio. In questo caso si tratta di una contestazione di tipo penale. Secondo la Procura l'esercizio, situato a pochi metri dall'angolo con via Trento, sarebbe diventato nel tempo un punto di riferimento dei pusher: "Da lì li vedevo uscire la mattina presto con dei grossi  borsoni - dichiara una residente - e quando arrivavano i controlli gli spacciatori si rifugiavano lì. Non mi stupisce". In via Monte San Michele martedì pomeriggio inevitabili anche i sequestri di droga, anche se in quantità non esorbitante.

"Mi hanno chiuso il negozio solo perché sono straniero"

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Arresti in serie

Una donna durante le operazioni ha lamentato un malore ed è stata soccorsa dai sanitari del 118, ma nulla di grave. Gli accertamenti sono durati ore: i sospetti sono stati identificati uno a uno, mentre alcuni all'inizio sono stati fatti stendere pancia a terra per essere perquisiti. Le persone ricercate sono ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata allo spaccio, riciclaggio e di alcuni decessi per overdose registratisi negli ultimi nove mesi a Mestre, nonché delle lesioni personali conseguenti ad altre cessioni. L'inchiesta ha messo nel mirino 12 overdosi fatali sulle 16 che hanno caratterizzato l'ultimo tragico anno in fatto di spaccio. Sospetti (almeno due) sono stati fermati pure in zona villa Querini. Altri quattro, sempre nigeriani, sono stati arrestati nella zona della stazione ferroviaria. Il traffico è stato bloccato per alcune centinaia di metri tra viale Stazione, via Trento, via Monte San Michele e via Piave. Impiegate unità della squadra mobile, volanti, reparto prevenzione crimine, cinofili, mentre ai limiti dell'area di intervento erano presenti i mezzi del 118 e dei vigili del fuoco.

Market dell'eroina

L'intervento segue le numerose segnalazioni relative a episodi di spaccio nell'area, soprattutto eroina. Da più parti si è parlato di una situazione fuori controllo per la presenza di bande di pusher che vendono stupefacente notte e giorno. Negli ultimi mesi si è registrata un'impennata dei casi di overdose, in particolare in quest'area: è proprio a partire dai primi decessi di questa serie, registrati circa un anno fa, che sono state avviate le indagini. Anzi, l'inchiesta era già stata avviata ma le morti in serie hanno di fatto accelerato il ritmo delle investigazioni. Oramai Mestre era diventato il supermarket dell'eroina del Triveneto. "All'inizio erano pochi, poi è diventata una presenza costante di 20 o 30 persone - raccontano i residenti - Gli acquirenti sono di ogni genere, ragazzini, senzatetto, anche professionisti. Arrivano la mattina presto per comprare la droga, contrattano, comprano. Alcuni si tirano giù i pantaloni e si fanno qua davanti. Noi abbiamo figli, temiamo per loro". Da martedì, forse, lo scenario sarà completamente diverso. Due tossicodipendenti hanno vagato per ore tra via Piave e la stazione in cerca di una dose: "Hai 60 centesimi per il treno?", hanno chiesto ripetutamente ai passanti. Il tono preoccupato di quando ti manca la terra sotto i piedi.

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