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Blocca i pagamenti perché la pay tv non funziona mai, "tartassato" dal recupero crediti

La vicenda di un 71enne mestrino. La pay tv gli ha creato un problema dopo l'altro e ha deciso di bloccare gli addebiti in banca. La vicenda seguita da Adico

Ha cambiato sei  volte il telecomando del decoder, si è recato al centro assistenza, si è rivolto ai tecnici dell'azienda, ha contattato l'ufficio guasti, ha provato a farsi aiutare dal venditore che gli aveva fatto il contratto. Ma non c'è stato nulla da fare. B.B., 71enne mestrino, non è mai riuscito a risolvere il suo problema con la pay tv, pur avendo tentato di tutto e di più, nel generale disinteresse da parte dell'azienda.

Pagamenti bloccati

Alla fine, il pensionato ha deciso di bloccare il pagamento della promozione, vista l'impossibilità di vedere i canali della pay tv. Ma il risultato non si è fatto attendere. Da settimane, infatti, l'uomo continua a ricevere telefonate dagli operatori della piattaforma che dal recupero crediti. Entrambi intimano il pagamento di 366 euro, per l'installazione dell'antenna e del decoder e per la prima rata della promozione. E, di fronte al legittimo diniego del 71enne mestrino che pochi giorni fa ha rispedito al mittente il decoder, ora l'azienda minaccia addirittura azioni legali.

Cambiati 6 telecomandi

La vicenda, dai tratti grotteschi,  comincia a gennaio. B.B. decide di abbonarsi alla pay tv sfruttando una promozione da 29,90 per lo sport. Il tecnico gli installa tutto ma dopo due giorni il telecomando non funziona, e il decoder non si accende. A questo punto è costretto a farsi cambiare per due volte dal tecnico il telecomando ma, dopo due giorni di normale funzionamento, il problema si ripresenta puntuale. A questo punto, come spiega Carlo Garofolini, presidente dell'Adico, «il nostro socio si rivolto sia all'ufficio guasti che al centro assistenza della tv. Entrambi hanno risposto laconici che non potevano farci niente. A questo punto il pensionato ha cambiato per altre quattro volte il telecomando, ma alla fine è riuscito a vedere i canali solo un paio di volte. A quel punto, ha deciso di bloccare il pagamento e, in seguito, ha rispedito tutto all'azienda».

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Recupero crediti

Ora però è tartassato quotidianamente da Sky e dal loro recupero crediti. Quasi ogni giorno riceve una chiamata e di recente gli è stato comunicata l'intenzione di agire per vie legali. "Con il nostro ufficio legale - continua Carlo Garofolini - contestiamo all'azienda l'inadempimento contrattuale, dato che non è stato offerto né il servizio né l'assistenza. E naturalmente chiederemo a Sky di non reclamare più i soldi dal nostro socio. Restiamo interdetti di fronte al comportamento dell'ufficio guasti e del centro assistenza e ci auguriamo che l'affabilità e la disponibilità che l'azienda dimostra quando vuole concludere un contratto venga mantenuta anche dopo, come dovrebbe essere prassi nei rapporti con i consumatori".

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