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Al tavolo sulla Zes il progetto ferroviario tra stazione di Mestre e aeroporto Marco Polo

La discussione stamattina nella sede del centro culturale Giovanni Klaus Koenig dell'organizzazione sindacale Orsa. Presentato anche il piano per una nuova uscita ferroviaria merci da Porto Marghera

La Zes, zona economica speciale, entra anche nell'agenda dell'organizzazione sindacati autonomi di base dell'area metropolitana di Venezia che, oggi, ha organizzato a Mestre un incontro, promosso dal centro culturale Giovanni Klaus Koenig, per presentare i progetti ferroviari per lo sviluppo della portualità veneziana: il primo prevede una nuova uscita ferroviaria per le merci da Porto Marghera collegata con la linea Venezia-Milano e la Linea dei Bivi per Udine e Trieste. Il secondo prefigura la creazione di un anello ferroviario tra la stazione di Mestre e l’aeroporto Marco Polo di Venezia. Al tavolo il sindaco Luigi Brugnaro, il presidente di Confindustria Venezia Rovigo, Vincenzo Marinese e il presidente dell’Autorità di sistema portuale Pino Musolino. Al tavolo il segretario confederale Orsa, Ezio Ordigoni, e il segretario Orsa ferrovie Venezia, Valentina Invaso, oltre l'assessore al Territorio della Regione Cristiano Corazzari.

La Zes e l'unità

Sulle grandi potenzialità dell'area di Venezia e Rovigo si è concentrato l'intervento di Marinese, che ha evidenziato la crescita importante dell'area metropolitana di Venezia e Rovigo, realtà a grande vocazione industriale, ma anche manifatturiera e del terziario, che insieme a Treviso e Padova contribuisce al 50% della ricchezza prodotta in Veneto. Della Zona economica speciale come volano per il Veneto e moltiplicatore dell'economia hanno parlato Corazzari e Musolino, sottolineando le positive ricadute sul territorio dell'istituzione della Zes, dalla crescita degli investimenti al conseguente aumento dei posti di lavoro. «Solo restando uniti possiamo portare a casa risultati, come l'istituzione della Zes - ha detto il sindaco Brugnaro - . A Porto Marghera abbiamo una delle più grandi aree industriali del Paese, che trarrebbe sicuramente beneficio dagli investimenti che la Zes può attrarre. Serve una città ancora più grande e compatta, serve ragionare per interessi comuni, non per simpatie o antipatie personali».

Retroporto

«Zes e via della Seta ci danno l’opportunità di abbinare alla nostra inclinazione manifatturiera quella al terziario - dice Marinese -. Uno dei limiti dell’Italia, dal punto di vista strutturale, è l’assenza di retrobanchina. Il nostro territorio, invece, presenta ettari di retroporto disponibili. Non siamo favorevoli al consumo di suolo, ma chiediamo di poter riqualificare le aree industriali di Venezia e Rovigo». Sulla Zes «sono stati presentati numerosi emendamenti – ha aggiunto Marinese –. Ci aspettiamo che il governo dia seguito al percorso svolto finora. Le risorse ci sono e si trovano nel Fondo di Coesione, come peraltro è avvenuto nella legge di Stabilità di quest’anno. Fare la Zes – ha concluso – significa fare il bene di un intero territorio».

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