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Via le tegole per i pannelli solari, ma rimangono col tetto "bucato"

La vicenda arriva da Zelarino, dove due coniugi si sono rivolti a una ditta di San Donà. A novembre l'inizio dei lavori, poi mai portati a termine

Tolgono le tegole dal tetto per installare i pannelli solari, ma lasciano il lavoro a metà e causano danni all’abitazione dei clienti. La vicenda arriva da Zelarino, dove una famiglia, rivoltasi a un'azienda del fotovoltaico, ha chiesto aiuto ad Adico, associazione a difesa dei consumatori, per denunciare la situazione e chiedere assistenza.

Tutto è iniziato a fine ottobre 2012, quando i coniugi veneziani contattano, su consiglio di un conoscente che aveva consultato un sito specializzato, una ditta di installazione di pannelli fotovoltaici di San Donà di Piave. Pochi giorni dopo firmano il contratto per la posa della strumentazione e iniziano i pagamenti alla ditta per complessivi 16mila euro dei 24mila convenuti per la fornitura. Il 27 novembre 2012 arrivano gli operai in casa e iniziano a smantellare il tetto, rimuovendo le tegole laddove avrebbero dovuto posare i pannelli fotovoltaici. E cominciano i guai: la famiglia veneziana infatti a tutt’oggi è ancora con il tetto coperto solo da un telo di plastica, con il risultato che il maltempo e il freddo hanno causato infiltrazioni nel sottotetto, e quindi danni all’abitazione. "Da fine novembre a oggi infatti la ditta di installazione ha di volta in volta accampato nuove scuse - dichiara Adico - annullando e spostando gli appuntamenti dando la colpa al maltempo".

In seguito, grazie all'associazione mestrina, i malcapitati hanno scoperto che nel contratto firmato mancavano dati fondamentali come la caratteristica degli impianti che dovevano essere installati, le modalità e la data di termine dei lavori e i documenti di cantiere, e che i pannelli che avrebbero dovuto installare per una potenza di 5 kw venivano proposti da molte altre ditte a quasi metà prezzo. A inizio febbraio scatta quindi la lettera di diffida nella quale si intima alla ditta di San Donà di completare i lavori e si chiede il risarcimento dei danni materiali subìti e per la perdita dei benefici fiscali ed economici legati al mancato ingresso nel quinto conto energia di Enel. In mancanza di una risposta da parte dell’azienda, l’ufficio legale di Adico fa partire una seconda lettera di diffida in cui si afferma che il contratto si considera risolto e si intima alla ditta installatrice di restituire i 16mila euro già pagati. A quel punto la ditta risponde, affermando che il montaggio era stato rimandato a causa delle avverse condizioni atmosferiche, come previsto da contratto, e non solo negano la restituzione della cifra già versata ma pretendendo di dare esecuzione ai lavori previsti e quindi di incassare gli 8mila euro residui.

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"Affidarsi a sedicenti professionisti può essere molto rischioso –commenta il presidente di Adico Carlo Garofolini - quindi consigliamo di verificarne la reputazione e l’esperienza con le associazioni di categoria e di segnalarci i nominativi delle ditte che creano problemi, in modo da creare una “black list” di quelle da evitare, a disposizione di chiunque ce la chieda".

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