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Polizia locale a Forte Marghera, muro contro muro tra Comune e Marco Polo system

Venerdì il blitz degli agenti con ingiunzione di sgombero. Si cerca di rendere effettivo il passaggio di gestione al nuovo ente, ma la società rivendica l'utilizzo di uno spazio

Forte Marghera diventa territorio di scontro tra il Comune di Venezia e la Marco Polo system, società che ha in gestione parte dei locali presenti nell'area verde mestrina. Stavolta non si parla dei ristoranti (Gatto Rosso, Bagolaro e Dispensa hanno ottenuto una concessione dall'amministrazione comunale), bensì di altri edifici adibiti a uffici, magazzini, musei e quant'altro: strutture utilizzate in parte dalla Marco Polo e in parte da altre realtà locali. Dall'aprile del 2016, per volere del sindaco Luigi Brugnaro, gli ambienti sono passati formalmente sotto la gestione della nuova Fondazione Forte Marghera (istituita ancor prima dall'allora commissario Vittorio Zappalorto).

Venerdì mattina, quindi, una pattuglia della polizia municipale si è presentata sul posto intimando lo sgombero dei locali proprio per permettere l'insediamento effettivo dei nuovi gestori. Ma le cose non sono così semplici: ciò che la Marco Polo rivendica è in particolare l'utilizzo di un edificio vicino all'ingresso, adibito a sede della società: la società, infatti, pur non avendo più in gestione gli spazi di Forte Marghera, continua a operare occupandosi di progettazione di iniziative culturali e turistiche finanziate grazie ai contributi europei. E tra i soci dell'ente figura anche il Comune di Venezia.

Al Comune, secondo l'amministratore di Marco Polo system, Pietrangelo Pettenò, spetta da statuto l'obbligo di garantire uno spazio di lavoro alla società, per la quale operano anche tre dipendenti. Poco importa a questo punto che la sede resti a Forte Marghera, ma, fino a che non sarà trovata un'altra soluzione, la Marco Polo necessita di questo spazio. Tanto che alla fine della mattinata si sarebbe arrivati a una soluzione provvisoria di compromesso: per il momento gli addetti della Marco Polo continueranno a operare nella loro sede, mentre anche il nuovo personale della Fondazione Forte Marghero avrà il proprio spazio accedendo da un altro ingresso.

"Non rivendichiamo nulla su questi immobili - specifica Pettenò - Ma qui abbiamo la sede operativa di una società europea con progetti in corso e della documentazione fiscale. Non possiamo spostarci dall'oggi al domani. Ora pare che il buon senso stia prevalendo e che avremo ancora del tempo a disposizione".

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