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La giunta varia il piano di assetto del territorio per ridurre il consumo di suolo

Come previsto della legge regionale del 2017, la quantità massima di suolo utilizzabile passa dai 518 ettari ai 258. Una riduzione di circa il 50 per cento

Panoramica Mestre

La quantità massima di suolo utilizzabile dal Comune di Venezia passa dai 518,03 ettari previsti dal vigente Pat (Piano di Assetto del Territorio) ai 258,28 ettari. Una riduzione di circa il 50 per cento in adeguamento alle disposizioni della legge regionale 14/2017 per il contenimento del consumo di suolo e la conseguente adozione del Registro del Consumo del Suolo. Lo ha stabilito giovedì una delibera della giunta comunale, che ora verrà trasmessa per la discussione e il voto alle commissioni consiliari e al Consiglio comunale.

Sostenibilità economica e ambientale

«In linea con gli obiettivi dell'amministrazione - commenta l’assessore all'Urbanistica Massimiliano De Martin - in materia di contenimento del consumo di suolo tanto che, già nel documento del sindaco per il Piano degli Interventi, presentato al Consiglio comunale il 15 giugno 2016, era scritto che "le trasformazioni urbanistiche da programmare con il PI devono favorire principalmente azioni di recupero e rigenerazione dei tessuti urbani degradati e densificazione edilizia nella città già costruita, con l’obiettivo della sostenibilità economica e della creazione di nuovi posti di lavoro". Rispetto dell’ambiente, tutela del mare, salvaguardia del territorio e riduzione degli inquinanti in atmosfera sono linee guida al fine di garantire la salubrità del contesto che ci circonda».

Infrastrutture regionali

«Venezia - aveva commentato un anno fa Confcommercio metropolitana - risulta al primo posto per consumo di suolo nel Veneto (14,8% della superficie metropolitana). Bisogna applicare la legge sul consumo di suolo - aveva raccomandato l'associazione -  approvata lo scorso anno dalla Regione, dando priorità a interventi di rigenerazione dell’esistente, rendendo attrattivo l’insediamento nei centri. Il Veneto - aveva anche aggiunto - ha necessità di completare la propria rete viaria per garantire una rapida mobilità a cittadini e attività economiche. Per questo occorre ottimizzare l’uso del suolo e ciascun Comune deve fare la propria parte, cominciando dal rivedere la pianificazione urbanistica, che non può essere fatta per singole porzioni di agglomerato, ma deve tener conto di tutto il tessuto urbano e dell’hinterland».

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