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La Vallenari bis cambia volto: un murale di Dado per ricordare il professore scomparso

Opera del writer bolognese, Alessandro Ferri, ideato dal progetto Tarassaco dell'istituto di Mestre in memoria del docente di filosofia, Pierino Furlan, morto a giugno del 2017

La Vallenari bis a Mestre cambia volto con il murale del writer bolognese, Alessandro “Dado” Ferri. L'opera rientra nel “Progetto Tarassaco”, promosso dal Liceo Stefanini in memoria del professor Pierino Furlan, docente di filosofia e scienze umane scomparso nel giugno 2017.

Simbolo di vita

Il murale, visibile percorrendo la via in direzione Favaro, è stato realizzato accogliendo la proposta della famiglia dell'insegnante, in particolare della figlia Lidia. Il Tarassaco, infatti, conosciuto comunemente come Dente di Leone o Soffione, ha una simbologia particolare legata ai temi del viaggio e del distacco, e il suo fiore spunta ovunque in ogni parte del mondo, sui bordi delle strade, in campagna o nelle alture e con il suo colore sgargiante, e la sua caratteristica evoluzione, è un vero e proprio simbolo di vita.

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Il fiore

Il tarassaco genera semi che prima o poi volano via, in cerca di un terreno fertile dove crescere, compiendo un viaggio pieno di sfide e di sorprese, nel quale imparano a lasciarsi andare al flusso della vita, prima con esitazione, e poi sempre più affascinati dalle meraviglie del viaggio. In questo senso l’opera vuole essere la metafora dell’accrescimento individuale e della vita nel suo senso più alto, esteso e compiuto. Gli elementi e i colori, scelti da Dado Ferri per comporre quest’opera, si sviluppano sul muro in un tripudio di forme, che vogliono rappresentare la crescita interiore della cognizione e del sapere attraverso la raffigurazione allegorica della maturazione dell’individuo, della sua sviluppata capacità critica, etica e morale appresa tra le pareti scolastiche e destinata a crescere ulteriormente nella vita.

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Dado

L’autore, Alessandro Ferri, alias Dado, è uno dei maggiori writer europei e si contraddistingue per un forte approccio teorico al suo mezzo espressivo. Dado intende il writing come disciplina artistica e poetica della strada, e il suo tratto, nettamente riconoscibile, si serve di labirintici solidi geometrici e di fasci luminosi intrecciati tra loro le cui proporzioni sono basate su quelle auree e armoniche.

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