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Trabacolo Concordia, forse può ancora diventare un museo galleggiante

Arenato sulla baia di Forte Marghera probabilmente non potrà più navigare ma è recuperabile e «va salvato»

Trabacolo Concordia in baia di Forte Marghera, foto da pagina Facebook Museo della navigazione fluviale

Destino incerto quello del trabacolo Concordia (imbarcazione da pesca tipica del medio e alto mar Adriatico) arenato nella baia di Forte Marghera: ormai fa acqua da tutte le parti. «Probabilmente irrecuperabile per la navigazione: servirebbe un buon maestro d'ascia per rimetterlo in sesto e fondi per il recupero». A muoversi a suo favore è il consigliere di Municipalità Paolo Cuman. «Si era parlato di un recupero ma finora non se ne è fatto nulla», dice Cuman. Per sua bellezza e la sua storia, vederlo affondare lentamente non è una resa facilmente accettabile, specie per chi ama le barche tradizionali. Una possibilità per il trabaccolo forse c'è ed è quella, spiega il consigliere, che «diventi un museo galleggiante». Ma servirebbe correre ai ripari prima possibile. 

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Tempo fa era alla Giudecca. Era stato accolto al cantiere storico Casaril su sollecitazione del Museo della navigazione fluviale di Battaglia Terme (Padova) perché fosse riparato e poi trasportato per trovare posto fra le altre barche, sebbene il trabacolo sia un'imbarcazione di mare. «Ci siamo offerti di salvaguardarlo e grazie a Casaril siamo riusciti a intervenire chiudendo le falle principali ma bisogna completare lo scafo - racconta Maurizio Ulliana del Museo. È a Forte Marghera da circa una settimana - Casaril aveva infatti bisogno dello spazio per lavorare sul Serenissima. Necessita di altri interventi per costi che si aggirano attorno ai 10 mila euro. Per questo stiamo cercando di coinvolgere il Comune di Venezia, e il consigliere delegato alle Tradizioni Giovanni Giusto, con cui ci incontreremo fra una settimana, anche per verificare se ci siano le condizioni per tornare a farlo navigare come il Nuovo Trionfo».

Domenica prossima, 23 febbraio, probabilmente ci sarà un raduno di barche davanti al trabacolo Concordia per sollecitare gli interventi necessari alla rimessa in sesto. «Ancora sei mesi senza far nulla e lo perdiamo - dice il consigliere Maurizio Crovato - Mi piange il cuore a vederlo in questo stato». Crovato da tempo tenta di sensibilizzare istituzioni e associazioni sulla questione. «Dubito - dice Crovato - che possa tornare a navigare. Avevo fatto visitare l'imbarcazionie da alcuni esperti francesi, mi hanno dato poche rassicurazioni in proposito. Di sicuro però si può salvare. Addirittura è stato suggerito di crearne uno uguale utilizzando alcune parti di quello originale e questo per permettergli di vivere una seconda vita».

«Se non dovesse trovare collocazione a Venezia, neppure in Arsenale, a fianco delle altre storiche imbarcazioni tradizionali, vedremo di portarlo a Battaglia - continua Ulliana - ma il trasporto via acqua richiede che siano completati i lavori di rimozione delle grosse piante cadute in acqua sul tratto di fiume tra Bovolenta e Battaglia Terme, dove il trabacolo deve passare. E questo richiederà qualche mese». Intanto c'è il timore che in attesa di qualche mecenate che voglia prendersene cura, la barca non arrivi a resistere tanto a lungo, e finisca per sciogliersi in baia prima dell'estate.

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