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Lo studio sui nuovi ostelli di Mestre: 1200 persone in più ogni giorno nei bus per Venezia

Il sistema dei trasporti sarà messo a dura prova: i risultati della simulazione di Its Marco Polo e Iuav, che hanno calcolato l’impatto dei nuovi alberghi di via Ca’ Marcello sulla mobilità

Via Ca' Marcello

Quanto peserà l'apertura delle nuove strutture alberghiere dell'area della stazione di Mestre sul sistema del trasporto pubblico e, in generale, sulla viabilità tra la terraferma e Venezia? A dare una possibile risposta a questa domanda è un'indagine effettuata dagli studenti del corso ITS Marco Polo, guidati dai docenti Laura Fregolent e Lucio Rubini dell’università Iuav di Venezia.

Bus sovraccarichi

Il lavoro prende in considerazione l’imminente disponibilità di 2.700 nuovi  posti letto, in aggiunta al migliaio già esistenti. È la somma delle capienze del nuovo AO (un migliaio di posti letto), l'ostello Wombat's (112 camere per 504 posti letto), l'hotel Leonardo a 4 stelle (250 camere per 500 posti letto), il "7 Days" del gruppo Plateno (208 camere, 416 posti letto), lo StayCity aparthotel (80 camere per 320 posti letto). Il dato più preoccupante riguarda i conteggi degli utenti attuali delle linee Actv 2, 4L e 43 e la loro capacità residua: secondo le elaborazioni degli studenti, la prossima estate, quando tutte le strutture saranno operative e con alti livelli di occupazione, “peseranno” ulteriori 1.200 persone sui mezzi, di cui circa 400 solo nella fascia oraria di punta del mattino. Numeri che rischiano di portare al collasso le linee automobilistiche e che, di conseguenza, richiederanno nuove soluzioni operative da parte dell'azienda di trasporto pubblico e dell'amministrazione comunale.

Treni e pullman

I dati si basano sulla situazione attuale, che vede circa un terzo (32%) degli ospiti muoversi in autobus per raggiungere Venezia. Per il resto si utilizzano il treno (34%) e i pullman privati (34%). L’orario dello spostamento si concentra tra le 9 e le 10 del mattino, mentre il viaggio di ritorno è più distribuito nel corso della giornata. Da notare, inoltre, che la maggioranza di loro proviene dall'aeroporto Marco Polo (il 70%) e si ferma per due notti (50%). L’indagine, realizzata anche grazie alla disponibilità di AVM/Actv, ha riguardato i clienti dell’ostello AO di via Ca’ Marcello e i loro comportamenti, che si pensa potranno essere molto simili a quelli degli ospiti attesi nei nuovi alberghi vicini. Gli studenti hanno inoltre realizzato un'inchiesta sui gestori di altre 10 strutture ricettive dell’area stazione, sia lato Marghera che lato Mestre, per approfondire ulteriormente alcune questioni.

Sviluppi futuri

«Le questioni che emergono da questa indagine sono diverse - commentano i docenti Iuav -. Per i clienti degli alberghi, la scelta del bus per raggiungere Venezia è collegata anche all’acquisto del pass giornaliero valido anche sui mezzi di navigazione, e in generale a un più facile accesso fisico alle fermate. Questa tendenza potrà essere modificata a favore del treno, con il previsto collegamento diretto dai nuovi alberghi verso i binari e con formule di integrazione tariffaria dedicata. Rimane certamente una riflessione di più ampio raggio sulla vocazione ricettiva dell’area stazione e di come questa impatterà sulla mobilità locale, data la previsione di ulteriori 3mila posti letto tra Marghera e Mestre nel prossimo futuro».

Il laboratorio si inserisce nel corso ITS Marco Polo, che si pone l’obiettivo di formare i futuri esperti nel settore della mobilità e della logistica, ed è promosso dall’omonima Fondazione. Tra i partner, Autorità Portuale di Venezia con il proprio Ente di formazione CFLI, Città Metropolitana di Venezia, Università Iuav di Venezia e scuole superiori con specializzazione in trasporti, imprese del settore, associazioni di categoria e enti di formazione.

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