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Striscione di Forza Nuova alla Cgil, Ferrari: "Non ci facciamo intimidire, mai più fascismi"

Anche la sede regionale del sindacato, in via Peschiera a Mestre, presa di mira come altre: "Vorrebbero dare lezioni a chi ogni giorno si batte per difendere la salute dei lavoratori nelle fabbriche"

"Non si può morire di lavoro. Stato e sindacati confederali vergogna". Chi ha varcato la soglia della sede regionale Cgil in via Peschiera, mercoledì mattina, si è trovato di fronte uno striscione recante questa scritta. Presto si è saputo che gli uffici veneziani non erano stati gli unici ad essere presi di mira. Il blitz a firma Forza Nuova ha riguardato varie città quali Modena, Ravenna, Rimini, Cesena, in Emilia Romagna, Como, in Lombardia, e Perugia in Umbria.

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'Mai più fascismi'

"La sede è stata sporcata da striscioni di Forza Nuova che accusano il sindacato confederale delle morti sul lavoro. Una scritta ingiuriosa - ha detto il segretario generale Cgil Veneto, Christian Ferrari -, l'ennesima intimidazione dei neofascisti al sindacato. È perfino superfluo ribadire che non ci lasceremo intimidire e che, anzi, porteremo avanti con ancor più convinzione la petizione 'Mai più fascismi', che sta raccogliendo decine di migliaia di firme in tutta Italia, e che chiede lo scioglimento delle organizzazioni che fanno della violenza e dell’odio i disvalori su cui fondano la loro politica".

I post su Twitter

Molti i tweet apparsi nel corso della mattinata sulla vicenda, commenti e prese di posizioni del sindacato, anche a livello nazionale, che hanno ribadito: "non ci facciamo intimidire, W la Costituzione. Gravi provocazioni, serve una ferma e severa risposta democratica. - E ancora - colpiscono la Cgil perché temono il nostro impegno a difesa del lavoro. Non passeranno #antifascistisempre". Colpite anche sedi della Cisl, come quella di Perugia. Un tweet di Cgil Umbria posta: "Ovviamente di notte e a volto coperto, in perfetto stile fascista. Non ci fate paura".

'Vogliono dare lezioni a chi si batte ogni giorno"

"Chi alimenta la guerra tra i poveri, chi predica e pratica il razzismo contro i lavoratori stranieri che, insieme ai lavoratori italiani, sempre più spesso rimangono vittime di incidenti gravi e gravissimi, quando non mortali, sul posto di lavoro, vorrebbe dare lezioni a chi ogni giorno si batte per difendere il lavoro nelle fabbriche - conclude Ferrari -. La cosa sarebbe ridicola se, allo stesso tempo, non fosse grave. Non è con una scritta su un muro che si nasconde la propria natura di forza che si ispira a regimi che hanno insanguinato l’Europa e il Mondo, e che i lavoratori li facevano morire a milioni in guerra, nelle carceri o nei campi di concentramento”.
 

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