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I residenti rispondono a muso duro a chi vuole il ritorno della temuta "gialla": "No all'eroina"

In riviera Marco Polo, a poca distanza dove una 21enne perse la vita per overdose, venerdì era spuntata una scritta che inneggiava alla droga "killer". E' stato subito tutto cancellato

"Rivogliamo la gialla". Questo era stato scritto sull'asfalto di riviera Marco Polo a Mestre, denotando quindi una certa difficoltà per i tossicodipendenti nel reperire quell'eroina killer che, in virtù della sua percentuale di purezza, ha causato un lungo elenco di decessi in città. Dopo il 10 luglio, dopo la grande retata, si stanno esaurendo le "scorte" della banda di "Ken": la droga arrivava attraverso degli ovulatori che partivano dalla Francia per arrivare fino in laguna.

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La risposta dei cittadini

Il pericolo che i traffici riprendano, però, è sempre in agguato. Per questo motivo alcuni residenti hanno deciso di rispondere pan per focaccia a chi ha inneggiato alla "gialla": la scritta spuntata in strada è stata cancellata ed è stata sormontata da un ben evidente "no eroina". "La zona è sempre più frequentata da giovani e giovanissimi che stazionano passandosi bottiglie di birra e altro - dichiara Silvia Maguolo, una residente - La scritta inneggiante all'eroina è un'infamia per chi ha assistito impotente a quelle morti, e a chi giorno dopo giorno continua a lottare per strappare i propri figli dalla morsa mortale delle dipendenze dalle sostanze, dall'alcol, dal gioco".

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"No all'indifferenza"

Sabato mattina sull'asfalto la reazione civile di alcuni cittadini: "Da cittadina e residente - conclude Maguolo - esprimo un plauso e un grazie a chi ha prontamente reagito a una forma subdola di attacco alla salute sociale, non accettando lo sfregio e intervenendo contro il degrado e l'indifferenza". Nel frattempo anche in via Salettuol, divenuta nel tempo uno dei principali punti di riferimento per il "buco" a Mestre: negli ultimi giorni è stato appeso un cartello con scritto "basta schifo" e alcune delle immagini con cui quotidianamente i residenti hanno dovuto fare i conti.

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