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Impiegati dell'anagrafe in via Palazzo: «Assunzioni subito». Lo sciopero di venerdì

Nulla di fatto all'incontro in prefettura fra Comune e sindacati il 17 maggio scorso. Cgil, Uil, Csa, Diccap, Cobas, le Rsu hanno presidiato il Municipio

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L'incontro in prefettura del 17 maggio scorso non ha raffreddato il clima fra sigle sindacali Cgil, Uil, Csa, Diccap, Cobas, le Rsu e amministrazione. I dipendenti hanno scioperato venerdì, fuori dagli uffici anagrafe, stato civile e urp della sede del Municipio di via Palazzo a Mestre. Chiusi anche gli uffici a Marghera.

Le richieste

«Adesione totale anche allo stato civile con i funzionari e dirigenti che dovevano celebrare i matrimoni previsti oggi - scrivono le sigle -. I lavoratori sono arrabbiati per l'aumento dei carichi di lavoro e il mancato riconoscimento della loro professionalità –.  La carenza di personale è drammatica». Ecco le richieste dei dipendenti pubblici: rafforzamento del personale con procedure concorsuali riservate a personale per questi settori, rafforzamento dei percorsi formativi, riduzione del lavoro straordinario e pagamento dello stesso, che non può, per le carenze di personale, andare a recupero, definizione dell’indennità di condizioni di lavoro, revoca della responsabilità del procedimento in assenza di corrispondente qualifica e inquadramento, interventi a garanzia della sicurezza del personale e dei servizi anagrafe, «visti i gravi episodi di aggressione che si sono verificati - spiegano - nei confronti dei lavoratori, divenuti bersaglio del mancato funzionamento dei servizi. Non possiamo permettere - concludono i sindacati - che servizi fondamentali vadano alla deriva e siamo pronti ad altre azioni di sciopero in caso di mancate risposte».

Il sostegno

Sullo sciopero dei dipendenti dell'anagrafe e stato civile interviene il Partito Democratico veneziano. «La situazione è oramai insostenibile, non solo per i dipendenti, ma anche per la qualità dei servizi che in queste condizioni viene data ai cittadini - scrive Monica Sambo - . Abbiamo depositato due interrogazioni in queste ultime settimane: in base ai dati forniti dall’amministrazione, con la ripartizione del numero dei dipendenti per attività e pratiche espletate per servizio, risulta come lavoratrici e lavoratori operino in condizioni di rischio, sia per il benessere psicofisico, sia di peggioramento dei livelli qualitativi dei servizi alla cittadinanza. Nelle interrogazioni si fa presente che le unità totali di personale in servizio al 31 marzo 2019, da accesso agli atti, risultano essere 116 - dice Sambo -. Considerato che il direttore delle risorse umane ha dichiarato di voler potenziare i servizi di anagrafe e stato civile assumendo 2 persone, ma che una maggiorazione di 3 o più forse coprirebbe appena i pensionamenti previsti per il 2019 – 2020, si interpella il sindaco per sapere se sia al corrente della situazione in cui sono costretti a lavorare i dipendenti, se non ritenga utile scorrere, possibilmente fino al loro esaurimento, le graduatorie ancora vigenti degli ex precari del Comune, e con quali tempistiche intenda porre rimedio a questa situazione».

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