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In 250 fuori dal centro commerciale: «Auchan a Conad senza accordi»

Sciopero nazionale il 30 ottobre, c'è la convocazione al Mise per la situazione di 18 mila dipendenti. A Mestre arriva Gianna Fracassi, vicesegretario Cgil. «Il consorzio diventerà il primo gruppo in Italia»

Sciopero Auchan Mestre, archivio

«Di scritto non c'è niente. Nessun accordo nero su bianco ad allontanare l'incertezza che sta caratterizzando il passaggio di Auchan a Conad. Né a livello locale, dove sono coinvolti 250 lavoratori, né sul piano nazionale». C'è preoccupazione nelle parole del sindacalista Boris Brichese della sigla del commercio Filcams Cgil, che ha spiegato lunedì le ragioni e le modalità dello sciopero nazionale Auchan, Simply e Sma, di mercoledì, in Camera del Lavoro. «Almeno fosse stato garantito per iscritto che nessuno verrà licenziato», ma così non è stato. La cessione del punto vendita è un fatto assodato, secondo la sigla, tanto che, entro febbraio 2020, i primi 109 punti vendita in Italia diventeranno Conad. Tra questi ci sono Mira e Quarto D'Altino, nel Veneziano. Per Mestre invece ancora non è il momento. Almeno non per il cambio definitivo. Ma i nodi, spiega il sindacalista, sono tutti da sciogliere perché non c'è nulla che confermi l'automatico riassorbimento di tutta la manodopera nella nuova entità commerciale, a parte rassicurazioni e accordi verbali. «Dispiace il comportamento di Auchan che per anni ha tratto profitti da questo territorio e ora sembra lavarsene le mani». La sigla ha annunciato un presidio il 30 aprile fuori dal centro commerciale mestrino. 

Il consorzio

Una situazione che non dà appigli anche perché Conad è un consorzio di dettaglianti, non una società e neppure una cooperativa. E si occupa di cibi e bevande, mentre tutto il primo piano dell'Auchan di Mestre è dedicato a ferramenta, casalinghi, tessili e abbigliamento. «Come si può stare certi che gli addetti dei reparti verranno riassorbiti dal consorzio in arrivo?», si chiede Brichese. Una vertenza che contemporaneamente vedrà astenersi tutti i lavoratori dei punti vendita Auchan, Simply e Sma nazionali, con incontro al Mise, sempre mercoledì mattina. «A Mestre abbiamo chiesto il sostegno di tutte le categorie - dice Brichese - e a chiudere la manifestazione arriverà Gianna Fracassi, vicesegretario generale della Cgil».

La politica

La vertenza ha visto la mobilitazione della politica, a livello locale. È di Monica Sambo, capogruppo del Pd in Consiglio comunale, l'interrogazione che porta la solidarietà ai dipendenti, ricordando l’alta presenza di lavoratrici donne nel comparto. Sambo chiede all’amministrazione comunale di «attivarsi con ogni strumento a disposizione, anche con la richiesta di un tavolo di crisi in Regione, per promuovere una soluzione positiva della vertenza e scongiurare una crisi sociale. Chiesta anche la convocazione urgente di una Commissione consiliare per l’analisi nel dettaglio della situazione». Condividono le ragioni della mobilitazione dei lavoratori i segretari, regionale e provinciale, di Articolo Uno Mdp, Gabriele Scaramuzza e Gianluca Trabucco. «Il rischio è che Conad, rappresentando un consorzio di concessionari e soci, affidi i punti vendita, e tra questi l’iper di Mestre, ai singoli imprenditori, determinando un peggioramento delle condizioni di lavoro nella distribuzione commerciale, aperta 7 giorni su 7, con forme di flessibilità oraria molto ampie, caratterizzata da precarietà e livelli salariali molto bassi. Articolo Uno chiede al governo di essere parte attiva del confronto tra sindacato e impresa».

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