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«Lotta impari contro l'evasione delle tasse». Personale del fisco in sciopero

Un'ora di blocco dei servizi a Mestre e un'altra ora a Marghera. Impiegati e addetti vogliono il salario accessorio arretrato, carichi di lavoro alleggeriti e più personale

Sciopero del 6 febbraio

È la seconda manifestazione con astensione dal lavoro per i dipendenti delle agenzie fiscali regionali, in poco tempo. La scorsa assemblea si era svolta il 23 gennaio scorso all'Agenzia delle entrate di Marghera, con la partecipazione di tre quarti dei lavoratori: circa 500 su 750 occupati in quella sede. Questa mattina, giovedì 6 febbraio, il personale proveniente da tutta la Regione ha fermato i servizi fiscali a Mestre, con qualche centinaio di aderenti, in rampa Cavalcavia dalle 9.30 alle 10.30, e a Marghera, con circa 400 persone fuori dal portone, dalle 11 a mezzogiorno. Un segnale che i lavoratori, assieme alle Funzioni Pubbliche Cgil e Cisl, Uilpa, Confsal Unsa e Flp, hanno voluto dare al governo per richiamare l'attenzione sulle attuali condizioni del servizio. 

Ricevere o meno il salario accessorio in busta paga non è lo stesso, «specie se questa situazione va avanti dal 2018», dicono. A fronte di un carico di lavoro «pesante, ai limiti della sostenibilità - si legge nel volantino sindacale - e con una riduzione del personale e assunzioni bloccate. La lotta all'evasione fiscale in queste condizioni viene vanificata», spiegano i sindacati. Ma a rischio è anche la semplice erogazione dei servizi al cittadino che intende essere regolare e in linea con le prescrizioni di legge, se poi diventa impossibile trovare l'adeguata assistenza per eseguire correttamente le procedure, fa capire Carlo Alzetta della Cisl Fp. È a rischio l'intera macchina fiscale, sguarnita e a corto di risorse, in uno dei settori che maggiormente dovrebbe essere funzionale allo Stato. «Serve personale a fronte delle attuali carenze di 4500 unità, con il rischio di chiusura degli uffici per mancanza di dipendenti».

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