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Lavori a San Giuliano: «Il parco resta fruibile», sequestrata una piccola porzione

L'assessore De Martin: «Prima degli interventi svolti campionamenti che non avevano registrato tracce di cemento-amianto, come invece rinvenuto dai carabinieri forestali»

Lavori a parco San Giuliano

Una piccola porzione all'interno del parco San Giuliano è stata posta sotto sequestro dai carabinieri forestali oggi, giovedì 4 luglio. È l'assessore allUrbanistica Massimiliano De Martin a riferirlo, dicendo che si tratta della zona interessata dal deposito della terra derivante dai lavori di sistemazione dell’area Tamburello.

Parco fruibile

«In via cautelativa, prima dell’avvio dei lavori - scrive De Martin - abbiamo fatto svolgere dei campionamenti, che non avevano registrato tracce di cemento-amianto, come invece rinvenuto poi dalle indagini dei carabinieri. Voglio rassicurare i numerosi frequentatori del Parco: l’area posta sotto sequestro è in una zona non aperta al pubblico e recintata, pertanto San Giuliano rimane pienamente fruibile in ogni sua parte e non vi sarà alcun impatto sui prossimi eventi programmati. Resta fermo - conclude - che l’obiettivo è potenziare le funzioni del parco e allargare di altri 8 ettari l’area a disposizione dei cittadini».

L'amianto

L'associazione Legambiente Venezia aveva inviato il 28 giugno scorso una seconda lettera alle istituzioni territoriali dicendo: «Siamo molto preoccupati per l’entità degli interventi, compiuti a nostro avviso senza i necessari studi sulla conservazione degli habitat e delle specie faunistiche. Si tratta - avevano ricordato - di una zona molto inquinata, essendo una ex discarica di rifiuti urbani e di scarti dei fanghi industriali di Porto Marghera». Assieme a Legambiente: Lipu, Italia Nostra, Ecoistituto del Veneto, Salsola, Venezia cambia e Amico albero. Le stesse firmatarie della prima, quella di marzo, inviata a Comune, Soprintendenza e Regione del Veneto. «Il progetto di fattibilità e quello definitivo, approvati, sono carenti», scrivevano. «Preoccupazioni che condividiamo», hanno poi fatto sapere i consiglieri comunali Monica Sambo, Emanuele Rosteghin, Bruno Lazzaro, Nicola Pellicani, Giovanni Pelizzato, Francesca Faccini e Rocco Fiano, firmatari di una interrogazione indirizzata l'assessore De Martin. «Dalle operazioni di scavo sono affiorati liquami e rifiuti come elementi in amianto, e si ritiene necessario verificare il livello di inquinamento dei terreni, anche in considerazione dei vincoli paesaggistico-architettonici e naturalistici».

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