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Via libera alla risistemazione di San Giuliano

Ridefinizione urbanistica, paesaggistica e strutturale. Delibera approvata in Consiglio comunale con 20 voti favorevoli e 8 contrari

Parco San Giuliano, foto Paolo Cuman

Via libera all'Accordo di programma di riqualificazione e ridefinizione urbanistica, paesaggistica e strutturale di San Giuliano. La delibera di approvazione è stata approvata oggi, giovedì 6 febbraio, in Consiglio comunale con 20 voti favorevoli e 8 voti contrari. Il documento firmato nei mesi scorsi dal Comune di Venezia, dalla Città Metropolitana di Venezia, dall'agenzia del Demanio, dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti - Provveditorato Interregionale per le opere pubbliche per il Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia, dall'Ater, da Veritas e da Actv e ora giunto alla sua approvazione definitiva, non senza contrapposizioni.

"L’insediamento di tutte le attività di San Giuliano risale a periodi antecedenti all’approvazione del piano guida per il parco e, nel corso degli ultimi
vent’anni, l’amministrazione comunale, unitamente alle imprese, riunitesi nel consorzio degli operatori di San Giuliano, si è impegnata nella ricerca di una possibile ricollocazione - si legge tra le premesse dell'accordo - Una ricollocazione che ora entra a far parte di un disegno più ampio di ammodernamento e ampliamento del Polo Nautico, di potenziamento dell'area concerti, di rinnovamento del canile e di predisposizione di una pista ciclopedonale di collegamento tra San Giuliano e il ponte della Libertà".

Per quanto riguarda le aziende di trasporto situate in Punta San Giuliano, si prevede la demolizione delle strutture che ora sorgono in area demaniale e la contestuale realizzazione di 15 nuovi fabbricati (dei "moduli") in un'area di 2.500 metri quadri che il Comune acquisirà da Ater, la quale a sua volta potrà valorizzare una sua superficie a parcheggio (con tariffe convenzionate con l'Amministrazione comunale). Al tempo stesso sarà messa a punto una nuova viabilità, in modo da evitare che il traffico degli utenti del parco vada a sovrapporsi a quello dei trasportatori e dei cantieri nautici. Sarà ricollocato anche l'approdo di trasporto pubblico acqueo per consentire "il potenziamento del collegamento tra San Giuliano e Fondamente Nuove".

Intanto il consigliere di Municipalità Paolo Cuman ha reso noti i dati del traffico acqueo di punta San Giuliano, raccolti trascorrendo un'intera giornata, quella di mercoledì 5 febbraio al parco, per rilevare la densità dei passaggi per orario, tipo di imbarcazione e velocità, anche attraverso una comparazione dei conteggi del 2019, fatti nello stesso periodo, con quelli di quest'anno. «Una delle cose più evidenti è che il rispetto dei limiti di velocità è molto scarso, in particolare per quanto riguarda le piccole unita da diporto: barchini, cofani ecc. - scrive Cuman - In futuro speriamo di poterci dotare anche di strumenti di misurazione, che ovviamente non ci permettono di comminare sanzioni, ma solamente di avere una idea più precisa della entità delle violazioni».

I dati 2019-2020 si equivalgono, restando intorno ai 100 passaggi al giorno. Quello che Cuman è tornato a ribadire nell'intervista di ieri  è che «si tratta di una zona di grande traffico, nell'ordine di centinaia di unità all'ora, ogni giorno. Questa zona sta perdendo fondale. Abbiamo constatato che dal 2002 al 2017 l'area, nella quale convergono il canal Salso, il canal di San Secondo e l'Osellino, ha perso mediamente 25 centimetri di profondità». Una situazione che appare ancora più allarmante guardando al futuro: «tra 5 anni, qualora non dovessero essere apportati interventi importanti, la zona di San Giuliano non sarà più navigabile». «È che abbiamo una idea diversa del parco - commenta Monica Sambo, capogruppo del Pd in Consiglio - . Progetti alternativi alla collacazione delle attività produttive erano già stati presentati in passato e questo progetto è sicuramente in contrsto con la previsione del piano Di Mambro votata all'unanimità da tutto il Consiglio comunale nel 1996 e che oggi è stata sconfessata».

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