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San Giuliano cambia volto: progetto con capannoni a nuovo, viabilità e ponte ciclabile

Il piano di riqualificazione risponde alle questioni rimaste in sospeso, compresi il canile e le aree di società sportive e attività economiche che danno sul canal Salso. Presto l'Accordo

San Giuliano si trasforma con un progetto unico che punta a fare ordine e chiudere questioni che si trascinano da tempo. E' pronto il piano di riqualificazione dell'area che, secondo quanto riportato da Il Gazzettino, comprende la sistemazione delle società sportive della punta, l'infrastutturazione del parco per ospitare grandi eventi, il canile, il nuovo ponte ciclopedonale che collega il parco con la pista del ponte della Libertà; e poi il rifacimento della riva in cui lavorano le ditte di trasporto e nautiche, uno dei punti più problematici.

Piano di lavoro

Il prossimo passo, dopo la presentazione da parte del sindaco Luigi Brugnaro, dovrebbe essere la firma dell'accordo di programma tra tutti gli enti coinvolti: Comune, Demanio (che ha le rive), Ater (proprietaria dei terreni compresi tra i capannoni e la recinzione del parco), e i privati. Poi si potrà partire con i lavori, che si punta a completare in un paio d'anni: prima di tutto viabilità e sottoservizi, quindi i nuovi capannoni in riva al canal Salso che saranno architettonicamente più idonei al contesto e che, raggruppati, occuperanno in tutto 600 metri di banchina, contro i mille attuali.

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Area Porta Gialla

L'area economica dovrebbe poi essere sviluppata anche verso l'interno, con due strade separate: una per i mezzi delle ditte, l'altra per chi è diretto all'area sportiva e alla Porta Gialla. Il progetto è dell'architetto Nicola Svalduz e prevede un investimento di 500mila euro in carico ai privati per ogni nuovo capannone, oltre alle spese per le opere pubbliche. Le operazioni procederanno in modo da permettere alle attività economiche di continuare a operare mentre i capannoni vecchi vengono abbattuti per far posto a quelli nuovi. Non sono permessi cambi di destinazione per quelle aree, che continueranno a essere destinate perlopiù a ditte del settore dei trasporti.

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