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Parco San Giuliano per le grandi manifestazioni: la preoccupazione dei comitati

«Progetto di fattibilità e quello definitivo approvati sebbene carenti». Legambiente: «Preoccupati per la salute dei 100 cani che dovrebbero essere lì trasferiti». Parte un'interrogazione

Parco San Giuliano, lavori

L'approvazione della delibera di giunta del novembre 2018, per la realizzazione di strutture a servizio delle grandi manifestazioni al parco San Giuliano, ha visto schierate contro le associazioni Lipu, Italia Nostra, Legambiente, Ecoistituto del Veneto, la Salsola, Venezia cambia e Amico albero. Le stesse che hanno espresso le loro perplessità in una segnalazione, di marzo 2019, indirizzata a Comune, Soprintendenza e Regione del Veneto. «Preoccupazioni della cittadinanza che condividiamo», fanno sapere i consiglieri comunali Emanuele Rosteghin, Bruno Lazzaro, Nicola Pellicani, Giovanni Pelizzato, Francesca Faccini e Rocco Fiano, firmatari di una interrogazione indirizzata l'assessore all'Urbanistica Massimiliano De Martin. 

Inquinamento

L'associazione Legambiente, nel nome del circolo di Venezia, ha inviato il 28 giugno scorso una lettera di sollecito agli organi territoriali competenti non avendo avuto risposta alla comunicazione di marzo. «Siamo molto preoccupati - scrive Legambiente Venezia - per l’entità degli interventi, compiuti a nostro avviso senza i necessari studi per valutare effetti ed interferenze del progetto sulla conservazione degli habitat e delle specie faunistiche presenti nell’area. Si tratta di una zona molto inquinata essendo una ex discarica di rifiuti urbani dove sono stati altresì posti in essere degli imbonimenti realizzati con gli scarti dei fanghi industriali di Porto Marghera».

Rumori

«Solleviamo la nostra preoccupazione circa gli effetti della presenza di ingenti flussi turistici, nonché del forte rumore prodotto dai grandi eventi organizzati, per le conseguenze sull’ambiente e sulla fauna del parco - prosegue Legambiente -. Riteniamo non condivisibile inserire in questo contesto il rinnovato canile che ospiterà circa 100 cani, per la realizzazione del quale l’attuale amministrazione comunale ha investito 1,4 milioni di euro. Questo infatti sottoporrebbe i cani, già sfortunati, a una condizione di stress elevato e a potenziali danni uditivi».

Vinca

«Per quanto riguarda la Vinca (Valutazione Incidenza Ambientale) - si legge nella segnalazione delle associazioni e dei comitati ambientalisti di marzo scorso - l’ambito risultava sottoposto a una serie di vincoli, come quelli di carattere paesaggistico ed architettonico, e quelli naturalistici comunitari. Per la direzione Sviluppo del Territorio e Città Sostenibile, del Comune, era già stata prodotta una valutazione sull’originario progetto dell'architetto Di Mambro. Ma poi, nella relazione tecnica, si dice che quel progetto verrà sostituito dal nuovo. Ecco perché serve una nuova Vinca - affermano i comitati - in particolare per valutare le possibili interferenze con la conservazione dell'habitat e delle specie faunistiche presenti nella zona».

Via

«Relativamente alla Via (Valutazione Impatto Ambientale) - scrivono gli ambientalisti - la stessa direzione Sviluppo del Territorio e Città Sostenibile ha comunicato che il progetto non deve esserne assoggettato. Ma l'indicazione contrasta con la normativa vigente secondo la quale: "Le domande di rinnovo di autorizzazione o concessione relative ad attività per le quali all'epoca del rilascio non sia stata effettuata alcuna Via, e che attualmente rientrino nel campo di applicazione delle norme vigenti, sono soggette alla procedura di Via". Per questo il progetto di fattibilità è incompleto». Sul vincolo paesaggistico per la zona è inoltre vigente il Palav (Piano di Area della Laguna e dell'Area Veneziana), «rispetto al quale nessuna considerazione compare nella documentazione prodotta e resa pubblica».

Sottosuolo

«Come noto - si legge nell'interrogazione dei consiglieri - il Parco di San Giuliano è stato realizzato su un’ex discarica di rifiuti industriali, nonché stazione di travaso caratterizzata da elevato rischio di inquinamento. Considerato che nell'area interessata dal cantiere, per effetto delle operazioni di scavo, sono affiorati liquami e rifiuti come elementi in amianto, si ritiene necessario verificare il livello di inquinamento dei terreni, adottando tutti i protocolli di sicurezza e prevenzione, anche in considerazione dei vincoli paesaggistico-architettonici e naturalistici. Si interroga l'assessore per sapere se, nel Parco di San Giuliano, e in particolare nella zona Tamburello, dove sono iniziati i lavori, si sia proceduto alla caratterizzazione dei terreni, preventivamente all’avvio dei cantieri. In caso affermativo si chiede di precisare quali siano i risultati derivanti dalle analisi effettuate. Si chiede anche se sia in grado di confermare che le ditte che operano stiano applicando correttamente tutti i protocolli di sicurezza ambientale e sanitaria previsti per legge».

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