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Sale operatorie, sfuma il presidio all'Angelo. Fronte sindacale spaccato

Cgil e Uil: «La Cisl si è sfilata». Per quest'ultima: «rispettata la volontà dei lavoratori». Ulss3: «Si minacciano scioperi mentre non ha retto neppure una protesta»

Visuale dell'ospedale dell'Angelo di Mestre dal centro commerciale

Fuori dall'ospedale dell'Angelo, venerdì mattina, il presidio annunciato dal personale e dai sindacati, che rappresentano le sale operatorie, non c'è. Non si vedono striscioni né aggregazioni di lavoratori neppure all'interno del nosocomio mestrino, appena saliti al piano rialzato dove termina lo spazio percorso dalla scala mobile.

«Mobilitazione rinviata ma non annullata: la partecipata assemblea dei lavoratori (circa 50 i presenti) delle sale operatorie - in agitazione da mesi all'Angelo, spiega poi in un comunicato la Funzione Pubblica Cgil -  ha deciso di alzare il livello dello scontro, dando mandato alle organizzazioni di indire lo stato di agitazione non escludendo di arrivare allo sciopero, se le proposte della direzione non si concretizzeranno entro il 15 gennaio». Poco dopo Cgil spiega che «una sigla sindacale, a poche ore dalla mobilitazione, ha ritirato la propria adesione creando un forte clima di confusione tra i lavoratori e facendo gongolare l'azienda», riferendosi alla Cisl. «È gravissimo che l’azienda minacci velatamente ritorsioni - spiega Marco Busato della Cgil -. Nelle sale operatorie dell'Angelo, fra il 2013 e il 2018, le operazioni sono aumentate del 45% ma il personale è diminuito».

«I lavoratori sostengono di aver avuto sufficienti garanzie – afferma Francesco Menegazzi segretario provinciale Uil Fpl – e ne prendiamo atto, per cui è stato deciso di rinviare il presidio ed elaborato un documento nel quale vengono chieste all’azienda garanzie sui tempi di assegnazione delle nuove risorse infermieristiche e del personale di supporto agli operatori sanitari, fermo restando che il turn-over deve essere garantito. Inaccettabili le affermazioni della direzione pubblicate sul sito internet aziendale, che ci accusa di speculare e di strumentalizzare tale situazione».

La Cisl Fp scrive invece di «apprendere sbalordita e con rammarico le dichiarazioni della Cgil, quando finalmente si stava prospettando una reale presa in carico dei problemi dei lavoratori, con assunzioni di personale extra turn over, e organizzazione del lavoro condivisa con gli infermieri delle sale operatorie. La Cgil decide di bruciare a tutti i costi le relazioni sindacali con l’azienda. La Cisl non si è assolutamente sfilata - dice la sigla - ma ha doverosamente accolto l’istanza dei lavoratori».

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«Cgil e Uil, smentite dagli stessi lavoratori - commenta più tardi Ulss3 - non possono pensare di ritrovare credibilità descrivendo le sale operatorie dell’Angelo come una catena di montaggio: a questa mistificazione hanno risposto oggi i dipendenti. Cgil e Uil si rasserenino, perché il fatto che nessuno abbia inteso partecipare al presidio programmato è un segnale: la stragrande maggioranza dei lavoratori del blocco operatorio riconosce la bontà del lavoro già svolto insieme alla direzione dell’ospedale».

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