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Sale operatorie, per Cgil la vertenza è tutt'altro che risolta

Gli obiettivi sindacali entro metà gennaio: «Personale in più, una squadra trasporti e una diversa organizzazione». Ulss3: «La sigla ha creato incertezza su servizi delicati come quelli del blocco operatorio»

Il braccio di ferro tra Funzione Pubblica Cgil e azienda Ulss3, sulle sale operatorie all'ospedale dell'Angelo, continua. Sui giornali, nelle interviste e a colpi di comunicati l'atmosfera resta bollente. «Abbiamo tempo fino a metà gennaio per portare a termine quello che i lavoratori ci hanno chiesto - dice Marco Busato della Fp Cgil - La vertenza è iniziata 9 mesi fa e ora abbiamo ottenuto un rinforzo di 8 operatori, quando Ulss3 ha sempre sostenuto che non ce ne era bisogno. Mancano ancora le coperture delle maternità e altre assenze, perciò abbiamo avuto mandato dai lavoratori di andare avanti, non è vero che quando il presidio non riuscì, alcuni giorni fa, i lavoratori hanno ritirato le loro richieste. Nè che stiamo strumentalizzando i lavoratori - dice Busato, ricordando il contenuto dei volantini del sindacato distribuiti per protesta contro l'acquisto della pagina di giornale da parte di Ulss3 - Dobbiamo arrivare alla costituzione di una squadra trasporti, per sgravare ancora di più le sale operatorie, e per una migliore gestione delle liste e delle sale stesse».

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La replica

Per Ulss3 questi sono i dati: «Su 99 infermieri in organico nel blocco operatorio, solo 3 sono quelli non ancora sostituiti. I dipendenti hanno già mediamente usufruito nell’anno corrente di 25 giorni di ferie e accumulato ciascuno nel corso dell’intero 2019 un’eccedenza oraria di 20 ore (meno di 2 ore extra al mese per ogni dipendente). I rientri richiesti a ciascun lavoratore per pronta disponibilità sono stati mediamente 12 nell’intero anno corrente (uno al mese). Comprensibile - continua l'azienda sanitaria -  che Cgil, dopo il fallito presidio e la presa di distanza dei lavoratori e delle altre sigle sindacali, provi a giustificarsi. Ma non giustificabile: l’attacco scomposto e infondato va infatti respinto al mittente. Ancora una volta l’azienda ha fatto il proprio dovere responsabilmente, diversamente da chi, non altrettanto responsabilmente, ha creato incertezza su servizi così delicati ed importanti come quelli del blocco operatorio dell’ospedale dell’Angelo. E l’ha fatto con lo strumento più acconcio: una comunicazione istituzionale che, con toni pacati ed ufficiali, raggiunga direttamente il cittadino rassicurandolo. Il personale è in numero adeguato e organizzato in turni appropriati per lo svolgimento delle proprie funzioni, come i dati certificano».

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