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Degrado in via Mazzini, Bettin per la chiusura della sala scommesse

Ubriachi, sbandati e persino minorenni che puntano soldi, queste le accuse dei residenti che l'assessore ha girato al prefetto e al questore

Continua la battaglia dei residenti di Mestre contro le sale scommesse in centro, accusate di attirare sbandati e degrado e mettere a rischio la salute e l'ordine pubblico. Questa volta però i cittadini, armatisi di carta e penna, hanno scritto direttamente all'assessore all'Ambiente Gianfranco Bettin, che da parecchio tempo è diventato la figura di riferimento per le problematiche sociali urbane, e, come riportano i quotidiani locali, il membro di Ca' Farsetti non ha esitato a inoltrare le lamentele direttamente al prefetto e al questore, chiedendo la revoca della licenza per la sala di via Mazzini.

UBRIACHI E MINORENNI – Dopo il centro scommesso di via Mestrina, che recentemente ha “scontato” diverse giornate di chiusura forzata sempre per motivi di ordine pubblico (ma che è anche tornato puntualmente in attività qualche settimana fa), ora è infatti la sala nella laterale di via Verdi a finire nel mirino delle polemiche; secondo i residenti, e quindi nelle parole dello stesso Bettin, il punto scommesse è divenuto un catalizzatore di pessimi comportamenti, con un numero sempre crescente di ubriachi e sbandati che si radunano dentro e fuori dai locali, seguendo corse di cavalli e partite di calcio anche grazie agli schermi esterni e all'ampliamento dell'orario di apertura, che da domenica è diventato dalle 10.30 alle 20.45. Gli stessi individui poco raccomandabili finiscono poi per urlare e causare problemi lungo tutta la strada, arrivando persino ad orinare sui portoni dei condomini. Infine, ancora più preoccupante, qualche cittadino sostiene di aver visto anche ragazzini minorenni entrare nella sala per puntare i loro soldi, un comportamento socialmente allarmante e assolutamente illegale.

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GIÙ LE SARACINESCHE – L'assessore Bettin ha quindi segnalato il tutto alle autorità cittadine, chiedendo l'applicazione dell'articolo 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, ovvero la sospensione della licenza all'esercente per motivi di ordine e salute pubblica, in maniera simile a quanto fatto in via Mestrina (dove però non si è arrivati ad una revoca definitiva). Da parte loro i gestori della sala si difendono come posso, sostenendo innanzi tutto che dentro il loro esercizio non giochino mai minorenni, che anzi verrebbero puntualmente allontanati; per quanto riguarda invece sbandati e alcolizzati, i titolari del centro non scaricano la colpa sui vicini bar (tra via Verdi e l'incrocio di via Circonvallazione, in meno di 300 metri, sono presenti ben tre locali, tutti molto frequentati dai ragazzi della città), quanto piuttosto nel supermercato poco distante: gli ubriaconi, dicono dal centro scommesse, comprano lattine e bottiglie di birra a poco prezzo e le consumano sui muretti e i marciapiedi della strada, indipendentemente dalla presenza o meno del centro scommesse. Difficile, comunque, non vedere un collegamento tra gli schermi rivolti all'esterno e i tanti “spettatori” riuniti in strada.

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