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"Diventerà punto di riferimento per i cittadini": parte di Forte Cosenz passa alla Regione

L'atto ufficiale è stato firmato giovedì mattina. Passaggio gratuito dal Demanio a Palazzo Balbi: "Gli edifici saranno restaurati, si punterà su scopi sociali e assistenziali"

Nuova vita a Forte Cosenz attraverso un passaggio di mano che si spera non rimanga solo sulla carta. Alcuni immobili del compendio giovedì mattina sono ufficialmente passati dal demanio alla Regione, che ha acquisito "l'edificio del Forte" e il "fabbricato truppa e ricovero mezzi". Palazzo Balbi ne promette un restauro conservativo, visto che l'area è caratterizzata da problemi di abbandono, con l'obiettivo di destinarlo a iniziative in ambito culturale, storico e turistico. L'edificio e la struttura sportiva adiacente, attualmente affidati in locazione all’Ocrad (l’Organismo culturale ricreativo e assistenziale per i dipendenti della Regione), verranno aperti anche al pubblico per destinarli ad attività di ristoro e tempo libero.

Atto firmato giovedì

L'atto ufficiale di attribuzione a titolo gratuito dall'Agenzia del Demanio alla Regione della porzione del forte, situato a Favaro Veneto, è stato firmato giovedì mattina dal direttore della Direzione Regionale del Veneto dell’Agenzia del Demanio, ingegnere Dario Di Girolamo, e dal direttore della Direzione Acquisti, Affari Generali e Patrimonio della Regione, avvocato Giulia Tambato. Dalla partita è rimasta esclusa la "Casa del maresciallo", come disposto dal Tavolo tecnico che ha coinvolto le istituzioni interessate all'operazione.

"Scopi sociali e assistenziali"

"Negli spazi verdi di pertinenza dei due edifici saranno realizzate attività destinate a scopi sociali e assistenziali - fa sapere la Regione - anche in tema di disabilità. Sarà previsto anche una spazio circolare, di circa 100 metri quadrati, da utilizzare per l’atterraggio e il decollo di un elicottero nei casi di emergenze". Oltre alla creazione di un laboratorio didattico nel campo delle scienze forestali per la progettazione e realizzazione di percorsi naturalistici, ambientali e paesaggistici compatibili con quelli esistenti, è previsto che il Forte sia inserito nel grande “anello verde” di 600 chilometri denominato "Green Tour", che prevede strade ciclabili, cammini pedonali, vie d’acqua navigabili e sentieri da percorrere a cavallo, fra ambienti e paesaggi naturali, tradizioni rurali, grandi patrimoni ambientali, storici e culturali.

"La vicesindaco non ha mantenuto la promessa"

"Da due anni chiediamo spiegazioni all’amministrazione in merito alla acquisizione di Forte Cosenz - scrive Monica Sambo, consigliera del Pd -. La vicesindaco si era impegnata a presentare una nuova domanda per l'intero complesso, di fronte ai cittadini e ai consiglieri, e di farci sapere se questa richiesta fosse tecnicamente possibile. Oggi si scopre che Regione e Demanio hanno firmato l’accordo su Forte Cosenz, quindi non c’è più alcuna possibilità per il Comune di acquisire il bene.

È evidente che la mancata presentazione del progetto è stata una scelta dell’amministrazione. L'idea di realizzare un grande bosco periurbano per la città di Mestre, nasce già negli anni ’80, con la volontà di includere anche i forti del campo trincerato di Mestre. Ribadiamo che le attività logistiche della protezione civile (tra le quali la piazzola dell’elicottero) sono incompatibili con le peculiarità ambientali e storiche del Forte, e in contrasto con l'intero progetto del bosco".

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