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Picchiata dal vero padre e abusata da quello adottivo: l'inferno a 15 anni

La giovane mestrina a marzo 2010 è stata allontanata dalla famiglia per essere affidata a una struttura di Treviso, sul cui responsabile pende una richiesta di rinvio a giudizio per abusi

Picchiata dal padre naturale, poi "abusata" dal padre adottivo. La galassia dei bambini e dei ragazzi contesi nel Veneto porta alla ribalta un'altra storia in cui la presunta vittima è un individuo di giovane età. Stavolta la scena si sposta prima a Mestre e poi a Treviso. E coinvolge una quindicenne della terraferma veneziana: in questura di Venezia a gennaio 2010 venne depositata una denuncia per maltrattamenti a carico del padre naturale. A sporgerla la dirigente scolastica della scuola media che la malcapitata frequentava. Tutte accuse che dovranno essere suffragate dal percorso che farà la giustizia.

 

Sulla scorta delle indagini, e della relazione dei servizi sociali, la ragazza è stata poi affidata a una casa famiglia del Trevigiano. Nei confronti del responsabile, a distanza di due anni da quella precedente, è partita una denuncia per molestie, sempre con origine dalla scuola che la 15enne frequenta. La presunta vittima si è confidata con le amiche, che poi hanno deciso di parlare ai professori.

Come riporta La Nuova Venezia, il pubblico ministero Valeria Sanzari della Procura di Treviso ha formulato una richiesta di rinvio a giudizio per il responsabile della struttura d'accoglienza per abusi sessuali su minore. Accuse che dovranno essere dimostrate, visto che l'avvocato difensore del futuro imputato ha già promesso battaglia in aula: secondo lui, infatti, le ricostruzioni della giovane sarebbero macchiate da profonde incongruenze, sia di carattere temporale, sia di carattere logico. Alcune tessere del mosaico per il legale non coinciderebbero per nulla. Anzi, la spiegazione della denuncia sarebbe da ricondurre a una sorta di "gelosia" della ragazza nei confronti dell'arrivo di altri due ragazzi nella struttura.

I fatti contestati risalirebbero allo scorso Natale. Secondo la denuncia, l'uomo avrebbe ripetutamente palpeggiato la minore. I primi approcci avrebbero avuto luogo durante il viaggio di ritorno da una gita a Milano. Altri episodi sarebbero avvenuti tra le mura della comunità, nella camera da letto della ragazzine e nella stanza riservata al doposcuola.

"Quell’uomo cercava sempre un pretesto per restare solo con me - ha spiegato la 15enne di fronte al magistrato in audizione protetta - Lui mi chiedeva spesso se preferivo avere un papà-normale o un papà-amante", ha aggiunto la ragazzina, che è arrivata nella Marca a marzo 2010. L’udienza preliminare, che verrà fissata nei prossimi giorni, si terrà davanti al giudice Silvio Maras, cui spetterà il compito di decidere sull'attendibilità dei racconti della quindicenne.

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