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I «16 milioni di motivi» per difendere il valore degli assegni previdenziali

Spi Cgil, Fnp Cisl e Uil Pensionati mercoledì in piazzetta Pellicani annunciano la protesta di sabato a Roma contro il governo che ha deciso di non rivalutare le pensioni e di trattenere gli arretrati

Pensionati, archivio

Prima i loro assegni pensionistici non sono stati rivalutati, di fatto riducendosi in termini di potere di acquisto, come deciso dal governo giallo-verde. Poi hanno dovuto restituire, in forma di trattenuta, quanto percepito dall'approvazione all'entrata in vigore del provvedimento. La reazione dei pensionati non si è fatta attendere. Mercoledì a Mestre in piazzetta Pellicani, in centro a Mestre, alle 10, Spi Cgil, Fnp Cisl e Uil Pensionati, unitariamente, spiegheranno i «16 milioni di buoni motivi» che li porteranno in piazza alla manifestazione di sabato primo giugno a Roma.

Pensioni d'oro

«Ricordiamo che gli assegni superiori a 1.500 euro lordi al mese si traducono in una entrata netta di poco superiore ai mille euro mensili, nulla a che vedere con le cosiddette pensioni d’oro», hanno spiegato i sindacati. «Dateci retta - sottolinea Daniele Tronco, segretario generale dello Spi Cgil metropolitano di Venezia –. È la parola d’ordine con cui chiederemo al governo la difesa e la tutela dei diritti dei pensionati, messi a dura prova dai tagli alle rivalutazioni e da politiche di riduzione dei servizi sociali e sanitari, essenziali per la vita degli anziani».

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La pressione fiscale

«Paghiamo più di tutti i pensionati d’Europa  - conclude Tronco – e le risorse recuperate dalla lotta all’evasione e all’elusione devono essere destinate a ridurre la pressione fiscale sui pensionati e lavoratori. Sono circa 81 mila gli anziani della provincia di Venezia a subire il taglio della pensione, solo perché “colpevoli” di ricevere un assegno superiore ai 1537 euro lordi al mese. Continueremo a mobilitarci contro questi provvedimenti, domani a Mestre, sabato a Roma».

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