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Bengalesi in preghiera al PalaPlip: "Speriamo di starci poco, la soluzione è vicina"

Alcune decine i fedeli che hanno raggiunto venerdì la sala dell'auditorium di via San Donà: "Noi chiediamo un posto adatto, meglio chiudere i bunker in cui ci siamo adattati fino ad ora"

La preghiera al PalaPlip

Erano una cinquantina, forse poco di più, per la preghiera del venerdì. Anche perché l'accordo con chi gestisce la struttura era di non superare il centinaio di fedeli, quando la sala potrebbe contenerne 290. "Non capiamo dove sia la notizia - dichiarano alcuni membri della comunità bengalese che venerdì si sono radunati al PalaPlip di via San Donà per la loro funzione religiosa - pregare è la cosa più normale del mondo".

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Alcuni di loro quando hanno visto telecamere e macchinette fotografiche si sono inalberati, lamentandosi con i loro portavoce. Tant'è. Il problema di una mancanza per i bengalesi di un luogo adatto per praticare il culto rimane sottotraccia in questi giorni. Per "tamponare" la situazione la comunità ha affittato "cash" la sala dell'auditorium del PapaPlip, con ingresso laterale per non dare nell'occhio. La paura dei fedeli è che troppo clamore mediatico possa portare a una presa di posizione negativa da parte dei residenti: "Speriamo di rimanerci il meno possibile qui - ha dichiarato il presidente della Comunità bengalese, Mohammed Alì - sono 18 anni che sono in Italia e ho fatto di tutto per integrarmi. Ora siamo diventati tanti e abbiamo bisogno di uno spazio più grande".

Le trattative per trovare locali adatti continuano, e la comunità è ottimista: "Novità potrebbero esserci già dalla prossima settimana - continua Mohammed Alì - non ci sarebbero grossi lavori da fare, quindi i tempi potrebbero essere veloci. Noi non vogliamo disturbare nessuno, chiediamo solo di poter pregare in pace". La situazione resta fluida ed è probabile che tra 7 giorni i fedeli si ritroveranno ancora una volta in via San Donà. Dopodiché si vedrà, anche perché il Comune si è dichiarato disponibile a velocizzare, laddove possibile, eventuali pratiche di cambio destinazione d'uso. In ogni caso venerdì la situazione si è mantenuta tranquilla, anche perché l'afflusso di fedeli è stato piuttosto limitato. L'attenzione si concentra sulle zone di via Torino e via Ca' Marcello, dove ci sono 3 o 4 alternative che la comunità starebbe vagliando. Senza escludere a priori la zona dietro via Miranese, indicata anche da Ca' Farsetti come papabile.

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