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Cippo ad Antonio Lippiello, le telecamere incastrano l'uomo che l'ha distrutto a mazzate

La polizia ha individuato un venticinquenne veneziano, le indagini sono iniziate lo scorso 12 aprile. Il colpevole ha indicato alla polizia il punto in cui aveva gettato la placca ornamentale

Foto: la stele devastata

Le immagini delle telecamere autostradali hanno incastrato il 25enne autore della distruzione a mazzate, l'11 aprile scorso, del cippo costruito in memoria di Antonio Lippiello, sovrintendente della polizia di Stato medaglia d’oro al valor civile, deceduto il 7 gennaio 2000 nel corso di una operazione antidroga. 

Portata via anche la placca

Le indagini sono iniziate lo scorso 12 aprile, quando una pattuglia passando dal monumento si è accorta che qualcuno, utilizzando una mazza, abbandonata poi sul posto, aveva colpito ripetutamente la stele marmorea, danneggiandola irrimediabilmente. Il responsabile dell’odioso gesto, non si è limitato a distruggere il monumento ma ha portato via anche la riproduzione ornamentale della placca della polizia di Stato. Grazie alla visione delle immagini delle telecamere gli investigatori hanno ricostruito la dinamica del fatto. 

foto lippiello 3-2

"Risentimenti personali”

Dalle riprese infatti è risultato che nella tarda serata dell’11 aprile un uomo è giunto in bicicletta sulla rotatoria dell’uscita della tangenziale di Mestre in via Castellana, si è fermato davanti al cippo, ha scavalcato la recinzione e ha colpito ripetutamente il monumento. Le indagini hanno portato a sospettare di un uomo che giovedì, in tarda mattina, è stato individuato e sentito. L.S. ai poliziotti ha detto di essere il responsabile dell’atto e ha spiegato che i motivi del gesto sono riconducibili a risentimenti personali che solo indirettamente coinvolgono la figura di Antonio Lippiello. Sul punto sono in corso ulteriori approfondimenti. Il giovane ha poi fornito agli investigatori indicazioni utili al recupero della placca, che aveva gettato la stessa sera in un canale che costeggia via Terraglio. La placca è stata ritrovata dai sommozzatori della polizia di Stato nel corso d'acqua all’altezza dell’intersezione con via Bergamo. Per lui una denuncia per danneggiamento e furto aggravati. Il sindacato Fsp di polizia ha espresso solidarietà e gratitudine agli agenti per aver individuato il responsabile del gesto: «Ora che paghi senza sconti».
 

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