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Calci e pugni contro il cigno Giulio, delinquenti scatenati al Bissuola

Il "capobranco" dei palmipedi che popolano l'oasi del parco Albanese ha lottato contro gli intrusi che si sono intrufolati dentro l'oasi naturale

Probabilmente aveva cercato di difendere il suo territorio e i suoi compagni, caricando a testa bassa gli intrusi che erano penetrati nottetempo dentro al suo recinto, ma ha finito con rimediare solo una tempesta di calci pugni e, quasi sicuramente, tante bastonate. È questa l'ennesima disavventura di Giulio, il cigno “capobranco” del parco Albanese a Mestre. Venerdì notte, come racconta la Nuova Venezia, alcuni malintenzionati hanno infatti forzato il lucchetto della piccola oasi presente nel polmone verde della Bissuola, e al cigno nero è capitata la pagliuzza più corta. Almeno in teoria, dato che qualcuna delle anatre potrebbe aver subito sorte ben peggiore ed essere stata portata via per finire su uno spiedo: i precedenti parlano chiaro.

PESTAGGIO ANIMALESCO – A trovare il povero pennuto sono stati i volontari del parco, che lunedì mattina hanno visto Giulio spuntare da un cespuglio con il collo storto, le piume arruffate e zoppicando vistosamente. Il cigno stentava a raggiungere persino il piccolo laghetto, suo habitat naturale, e nemmeno l'aiuto della compagna e dei due figli l'ha risollevato. Una rapida occhiata in giro ha confermato i peggiori sospetti dei responsabili dell'oasi: il lucchetto tranciato, con ogni probabilità grazie ad un massiccio tronchesi, e le impronte sulla terra lasciavano pochi dubbi: qualcuno si era introdotto nello spazio degli animali con il favore delle tenebre e aveva finito per azzuffarsi con il fiero cigno nero. Per il malconcio Giulio è stato subito allertato l'ufficio veterinario dell'Asl 12, oltre che polizia municipale, provinciale, questura e Lipu, e ora ci penseranno gli esperti a prendersi cura di lui, che da quasi dieci anni protegge i confini dell'oasi.

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ANIMALI IN PERICOLO – I volontari denunciano però una situazione insostenibile all'interno del parco della Bissuola: la scarsa sicurezza del recinto degli animali (difficili, tra l'altro, anche da definire al momento delle emergenze: domestici o selvatici?) ha portato negli anni a molti episodi orripilanti: nel corso degli anni i cittadini mestrini hanno infatti assistito all'annegamento dei pavoni nel lago, allo sgozzamento delle anatre e al furto delle papere, finite poi sulla griglia di qualche “palato fino”. Considerando che a frequentare l'oasi sono principalmente bambini è facile capire come i rischi di questi comportamenti riguardino tutti, non soltanto i palmipedi del parco Albanese. Siccome poi i germani reali del parco non sono mai stati censiti, e quindi nessuno ne conosce il numero preciso, esiste la possibilità che anche in quest'ultima incursione qualche anatra sia stata portata via per finire sui fornelli: probabilmente infatti lo scopo del blitz dentro il recinto era proprio quello di “fare provviste”.

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