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Operato al cervello da sveglio, all'Angelo specialisti da tutta Italia

Ottanta camici bianchi provenienti da tutta Italia hanno assistito tra giovedì e venerdì a due operazioni impossibili altrove in Veneto

Ottanta specialisti provenienti da tutta Italia hanno assistito all’ospedale dell'Angelo di Mestre a due interventi all'avanguardia. Per due giorni l’eccellenza dell'istituto sanitario si è messo così al servizio dei chirurghi e degli anestesisti di altri ospedali, che hanno potuto seguire “live” due interventi neurochirurgici – uno al cervello e uno alla colonna vertebrale – realizzati dai chirurghi dell’Angelo; hanno avuto così l’occasione per confrontarsi e sperimentare la corretta pianificazione e la corretta esecuzione dell’atto chirurgico sul tumore, pianificazione ed esecuzione che insieme consentono non solo di portare a buon fine l’intervento, ma di prevenire anche eventuali danni, spesso irreversibili alle strutture nervose.

Al centro del corso-dimostrazione l’équipe multidisciplinare dell’ospedale mestrino costituita cinque anni fa e coordinata da Franco Guida, primario di Neurochirurgia e da Rocco Quatrale, primario di Neurologia. E’ proprio questa équipe – in cui collaborano neurochirurghi, neurofisiologi, neuroradiologi e neuropsicologi – che ha permesso di dar inizio all’Angelo a una serie di interventi che non si praticano altrove in Veneto, e che sono possibili solo in pochi centri in Italia specializzati in operazioni di questo tipo.

Gli interventi operatori effettuati nella “due giorni” (giovedì 5 e venerdì 6 giugno) sono durati circa cinque ore ciascuno, e sono stati seguiti dai medici iscritti al corso sul grande schermo nella sala allestita per l’evento. Peculiari le condizioni in cui è stato effettuato l'intervento sul malato di cancro cerebrale: l’équipe dell’Angelo è intervenuta infatti su un paziente di 55 anni operato “da sveglio”, e sottoposto semplicemente ad un’anestesia locale sulla cute. E’ proprio la collaborazione del paziente che aumenta l’efficacia dell’intervento, perché permette all’équipe ulteriori parametri di valutazione dell’esito, e continui e più precisi riscontri sull’operazione in corso.

“I progressi compiuti nel campo della neurochirurgia – commenta il direttore generale dell’Ulss 12, Giuseppe Dal Ben – sono notevoli e decisivi: si consideri che fino ad alcuni anni fa chi era affetto da tumore cerebrale non si poteva operare, ed era destinato a morire. Oggi invece, anche grazie all’eccellenza raggiunta dal nostro ospedale, effettuiamo all'Angelo due interventi su tumori alla settimana, su pazienti che giungono da tutta Italia”.

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