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Più di 400 nati all'Angelo da inizio anno. Non c'è trasmissione del coronavirus al feto

Il primario: «Nessun rischio per partorienti e neonati se si rispettano le regole». Stretta alle visite dei parenti. «Rimandare i festeggiamenti con i famigliari anche a casa»

Niccolò, nato all'Angelo di Mestre il 9 marzo scorso

Partorire nei giorni del coronavirus. «Si può fare in tranquillità, rispettando le attenzioni e le regole», spiega il primario di Ostetricia e Ginecologia dell'ospedale dell'Angelo, Tiziano Maggino. A Mestre nel 2020 sono già nati più di 400 bambini. Niccolò (in foto) è uno di questi: nato il 9 marzo scorso all'Angelo di Mestre, 3 chili e 560 grammi: in perfetta salute mamma e piccolo, ma niente visite all'ospedale nel rispetto delle precauzioni. (Sotto in video il primario Tiziano Maggino fornisce spiegazioni).

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Per quanto riguarda l'emergenza coronavirus di questi giorni, spiega il primario: «se l'attenzione degli operatori verso le future mamme non arretra di un millimetro è il virus a disinteressarsi dei nascituri. Desidero tranquillizzare le neo mamme quanto all'impatto dell'infezione sui neonati: gli studi effettuati non segnalano casi di trasmissione del al feto e quindi al neonato. I nostri servizi sono comunque a loro disposizione per qualsiasi necessità. Il Reparto è completamente funzionante, e l'équipe è a disposizione come sempre per le urgenze gli esami, le consulenze».

Quanto alla gravidanza, non vengono segnalate problematiche specifiche causate dalla situazione che stiamo vivendo. Nel caso di mamme che dovessero presentare sintomi respiratori, o che dovessero risultare positive, spiega l'ospedale, saranno prese tutte le precauzioni e in particolare, dopo la nascita del bambino, si potrà gestire in modo corretto sia l'allattamento, sia la frequentazione della mamma sintomatica rispetto al bambino. «Sentiamo la preoccupazione che ha preso un po' tutti - sottolinea Maggino - ma sentiamo anche di poter dire che nell'ambito specifico dell'accompagnamento e della gestione del parto tutto prosegue come nei tempi delle normalità». 

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Ridotte in queste settimane le visite alle mamme che hanno già partorito, che ricevono solamente i papà, per i motivi precauzionali già noti. «Allo stesso modo invitiamo le future mamme a ridurre all’essenziale la compagnia quando vengono per gli accertamenti: venga con il papà, se lo ritiene necessario, o ancora meglio da sola». E poi, dopo il parto, stessa responsabilità e stesse regole. «I neonati non rimandano il loro appuntamento con la vita - conclude Mangino - e continuano a nascere anche in questo periodo complicato. Dopo il parto, e una volta che mamma e bambino saranno a casa, a rimandare le visite dovranno essere i parenti e i nonni. La nostra raccomandazione è che non vi siano visite dei parenti al neonato anche dopo il rientro a casa, perché questo può essere pregiudizievole sia per il piccolo che per la mamma».

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