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Tecnologie digitali e una variante edilizia per sviluppare il commercio di Mestre

Parte la seconda fase del Miglio digitale, che aggrega 18 commercianti del centro per la promozione unitaria dei servizi cittadini. Brugnaro: «Permetteremo ai negozi di ampliarsi collegandosi agli spazi vicini»

Mestre investe sulle nuove tecnologie per sviluppare l'offerta del commercio e, di conseguenza, di tutta la città. Oggi si rinnova l'esperienza del Miglio digitale, progetto partito in forma sperimentale un anno fa che coinvolge alcuni negozianti, "pionieri digitali" che hanno modificato le loro abitudini di vendita, si sono formati con professionisti delle tecnologie digitali e del marketing e hanno condiviso un percorso di valorizzazione del centro. Nel frattempo i pionieri sono saliti a 18. «È un progetto di rigenerazione economica e sociale - spiega Maurizio Franceschi, direttore di Confesercenti - e punta sull'aggregazione dei commercianti, che lavorano per creare un'identità comune. Mestre è interessata da profonde trasformazioni urbane e le attività commerciali hanno l'opportunità di reagire alla crescita del commercio elettronico puntando in particolare sui servizi. L'altra opportunità da sfruttare è quella del turismo: con i nuovi alberghi ci sono 6mila posti letto a ridosso della città, quindi la città deve diventare ospitale e accogliente e dare dei servizi a questi turisti».

Smart speaker e una radio del distretto

Ecco le iniziative principali: da febbraio saranno installati smart speaker e monitor con messaggi promozionali in negozi e alberghi; gli speaker, ad esempio, potranno rispondere ai turisti e dare informazioni. Intanto partirà anche la radio ufficiale di distretto (Radio Miglio). Gli aderenti al progetto verranno promozionati direttamente negli alberghi per collegare le presenze turistiche con le opportunità del centro. Intanto sarà potenziato il sistema di analisi dei flussi pedonali: i consulenti utilizzeranno questi dati, negozio per negozio, per attivare politiche di marketing personalizzate. L'investimento totale è di 157mila euro, con un contributo della Camera di commercio.

Una variante urbanistica per le botteghe

Il sindaco Luigi Brugnaro, presente alla presentazione del progetto, ha spiegato anche che l'amministrazione ha in programma delle modifiche urbanistiche pensate per agevolare il commercio: «A Mestre e Marghera faremo una variante urbanistica come quelle già fatte a Pellestrina e Burano - ha detto - che consentirà ai negozi di estendere la superficie commerciale collegandosi agli spazi vicini, per ampliare l'attività, semplicemente aprendo una porta. Sia in orizzontale che in verticale, ad esempio collocando un magazzino al piano superiore dell'edificio. È una misura che può essere molto utile, specialmente nelle zone storiche come piazza Ferretto».

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La protesta: «Centro deserto»

C'è, però, chi pensa che i provvedimenti per rivitalizzare Mestre non siano incisivi. «Quanto sia deserto il centro lo si capisce ascoltando: manca il rumore, il movimento, la vivacità, la gente», dice Andrea Sperandio del comitato Mestre Mia e dell'associazione Salviamo l'Antica Posta di piazza Barche. «Da tempo manca un riferimento per la città come un assessorato al Commercio che predisponga misure di contrasto alla progressiva chiusura dei negozi del centro - dice Sperandio - I proprietari degli immobili sono residenti altrove e spesso non hanno interesse a radicare le loro attività. Per provocazione e contro le chiusure improduttive si potrebbe pensare di aumentare le tasse al passare degli anni di inattività dei locali rimasti vuoti. Ma poi servirebbe una vera politica del distretto, di sviluppo dei negozi di vicinato, di attrazione della residenzialità in centro e misure urbanistiche ad hoc. Le piccole botteghe che stanno in piedi grazie alla fidelizzazione e al rapporto quotidiano con il cliente abituale, non possono rifiorire se a riempire Mestre contro il degrado continuano a sorgere alberghi». L'associazione Salviamo l'Antica Posta, infine, torna alla carica per chiedere la salvaguardia del "rudere" di piazza XXVII Ottobre, con un tavolo sabato 8 febbraio alle 10.30 al Laurentianum di piazza Ferretto. «Ciò che è rimasto coperto dal telo, e che qualcuno pensa sia nulla, potrebbe rivelare delle sorprese», anticipa.

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