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Marzenego, Consiglio comunale unanime sul parco fluviale

Approvata la variante che prevede una rete ecologica, il sistema ferroviario metropolitano, la rigenerazione dell'ex Umberto I e la salvaguardia dei reperti storici. Passa anche modifica al Piano Acque

Marzenego

È un Consiglio comunale a porte chiuse quello che discute e approva all'unanimità la variante per realizzare nell'area ex Umberto Primo il parco fluviale del Marzenego, quello di giovedì 5 marzo. Nella progettazione il sindaco coinvolgerà il Consorzio di Bonifica Acque Risorgive per la riqualificazione idraulica funzionale alla creazione del parco fluviale, che interessi l’intero ambito del corso d’acqua. Il corridoio ecologico con effetti positivi per la salute e l’adattamento ai cambiamenti climatici. Sarà coinvolta allo stesso modo anche la Città Metropolitana di Venezia per la definizione di un progetto di riqualificazione ambientale del Marzenego, prevedendo anche percorsi ciclopedonali.

Una approvazione che non ha permesso la presenza dei promotori di un dibattito in merito, una petizione, per presentare richieste in base ai loro studi, osserva il consigliere Rocco Fiano, mentre la consigliera Lorenza Lavini sostiene che la fase della discussione è già avvenuta a tempo debito. «Come si vede - dice l'assessore Massimiliano De Martin - l'accordo di programma del Marzenego aveva una forma, mentre quello del parco fluviale prevede che non ci sia più la cubatura. Era stato chiesto di spostare l'asse della strada di via Rio Cimetto al ridosso della tangenziale. Ma in questo ha risposto Cav spiegandone l'impossibilità per ragioni di sicurezza». Ma c'è l'emendamento proposto dalla capogruppo Monica Sambo, firmato da tutti i capigruppo e approvato all'unanimità, per cui la giunta dovrà valutare una diversa viabilità compatibile il più possibile con l'area di Rio Cimetto. Pur non essendo totalmente accolta la rchiesta delle associazioni, si farà in modo di accogliere il più possibile, attraverso verifiche in merito, le richieste presentate dagli autori della petizione. Per quanto riguarda il recupero della zona umida, «ora non c'è più, quel tratto è diventato terra di riporto - dice De Martin - ma vista l'importanza delle rete ecologica locale, si ritiene di dare mandato alla direzione sviluppo del territorio del Comune, di verificare la possibilità di realizzarla in un altro posto, sempre nel parco fluviale del Marzenego».

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Con la variante sarà possibile completare il raccordo Brendole-Castellana, per portare a compimento la linea del sistema ferroviario metropolitano regionale (Sfmr) per i collegamenti tra Venezia, Quarto d’Altino e Mestre-Treviso, e rendere più fluida la viabilità con una connessione tra la rotatoria Miranese e il parcheggio scambiatore di via Montagnola. È previsto anche un prolungamento del corridoio ecologico attraverso il centro di Mestre fino alle sorgenti del fiume, in coerenza con il progetto di riqualificazione dell’Osellino approvato dal Consiglio comunale e già avviato dal Consorzio di Bonifiche Acque Risorgive. La variante riguarda infine il progetto di rigenerazione urbana dell’area dell’ex Ospedale Umberto I, che dovrà tener conto della riqualificazione del corso del Marzenego e nello specifico provvedere alla valorizzazione dei reperti storici e ambientali con particolare attenzione all’antico ponte Romano. Via libera anche alla revisione del Piano delle Acque di Venezia, recependo una richiesta di modifica del testo dell'associazione culturale "I Sette Nani". L'osservazione chiedeva di riformulare un passaggio relativo ad alcune opere connesse al progetto di  riqualificazione dell'area del fiume Marzanego. In particolare, in riferimento alla realizzazione di percorsi pedonali e ciclabili, si proponeva l'inserimento dell'area della Cipressina tra quelle di accesso collocate tra la Gazzera, Zelarino e il centro di Mestre. La modifica adottata diventa parte integrante del Piano delle Acque del Comune.

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