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M9 prende forma con i colori di Mestre, specchio di una città digitale che cresce

Giovedì visita al cantiere guidata dall'amministratore di Polymnia e dall'architetto. Gli elementi in ceramica riflettono lo spazio urbano. Dentro auditorium, spazi espositivi, eventi

I tasselli in ceramica colorano le facciate esterne dell'M9, nel centro di Mestre: alla fine saranno 20mila gli elementi policromi che comporranno l'esterno delle nuove architetture, quindici le tonalità, in accordo con il contesto urbano. Lo studio berlinese che si occupa del progetto ha analizzato i colori di Mestre e in particolare della zona circostante, per raccontare il territorio attraverso le cromie. Coinvolti sette corpi di fabbrica, di cui tre nuove edificazioni. Il progetto ridisegna letteralmente la città e si impone come distretto di rigenerazione dedicato non solo alle esposizioni ma anche a servizi, cultura, tecnologia, retail, intrattenimento.

Tecnologia e architettura sostenibile

Si è svolta giovedì mattina la visita ai cantieri tra via Poerio e via Carducci, guidata dall'amministratore di Polymnia Valerio Zingarelli e dall'architetto progettista Matthias Sauerbruch. Presenti anche il presidente della Fondazione Venezia, Giampietro Brunello, e l'amministratore di Maltauro Partecipazioni Spa Gianfranco Simonetto. Sono stati evidenziati in particolare gli aspetti più innovativi del progetto: accanto al museo del '900 italiano si sviluppa un format fatto di cultura multimediale, architettura sostenibile, tecnologia, servizi per i cittadini e forme innovative di commercio. "Tutti aspetti - è stato detto - che viaggiano sullo stesso binario per generare occupazione, crescita e benessere".

M9, evoluzione del progetto: "Un quartiere incastonato nel tessuto urbano" VIDEO

Inaugurazione a fine anno

All'interno spazi dedicati a cultura e servizi: 280 metri quadri di auditorium/cinema 4K, 2.160 metri quadri di esposizione permanente (primo e secondo piano), 1.440 metri quadri per le esposizioni temporanee ed eventi (terzo piano), 2.485 metri quadri di superficie interrata per vani tecnici, depositi, parcheggi. Mentre i 276 pannelli fotovoltaici sul tetto garantiscono l'erogazione di energia per 86mila kilowatt all'anno. E poi 6 nuovi attraversamenti pedonali e 4 grandi spazi per gli eventi. Data di inaugurazione confermata per l'1 dicembre 2018. Il progetto ha visto un investimento di 110 milioni da parte della Fondazione Venezia. Lo studio berlinese Sauerbruch Hutton, che firma il progetto, parteciperà anche alla 16. Biennale di Architettura (26 maggio - 25 novembre 2018) con la mostra FREESPACE, a cura di Yvonne Farell e Shelley McNamara, alle Corderie dell'Arsenale.
 

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