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M9 racconta il '900 e trasforma Mestre: tour nel futuro museo multimediale

Due piani di esposizione permanente nella struttura principale: da Mussolini a Fantozzi, per ricostruire la nostra identità attraverso immagini, audio e realtà virtuale

La storia del Novecento, la nostra storia. Entrare in M9 vuol dire guardare dentro di noi, ripercorrere le vicende e le cronache su cui si è costruita l'Italia e su cui, soprattutto, "si sono fatti gli italiani". Mestre è tra i centri che meglio rappresentano le trasformazioni sociali, economiche, urbane che si sono susseguite dal 1900 in poi. «Dal terrazzo c'è una bella vista sulla città - spiegano gli architetti responsabili del progetto, Matthias Sauerbruch e Louisa Hutton, presenti alla visita in anteprima di mercoledì - Un panorama che ci piace perché è un'ottima rappresentazione simultanea di ciò che è stato il Novecento, come se fosse un libro. È stata una buona scelta fare il museo qui».

Società, tecnologia e cultura pop

Il protagonista è "il migliore e il peggiore dei secoli", periodo di enormi contraddizioni, di miglioramenti della qualità della vita e di immani tragedie. Il primo e il secondo piano della struttura principale che a breve aprirà al pubblico (inaugurazione l'1 dicembre) ospitano l'esposizione permanente, un doppio spazio in cui si sviluppa la narrazione multimediale del '900 tramite video, effetti audio, realtà virtuale con visori, maxischermi touch. I materiali digitali (6mila foto, 820 video, 500 record di materiale iconografico tra manifesti, periodici, quotidiani, 400 file audio) provengono da 150 archivi, le installazioni multimediali e interattive sono 60, i contenuti sono curati da 47 tra storici, sociologi, architetti e scrittori. È suddivisa in 8 sezioni: demografia e strutture sociali; consumi e stili di vita; scienza, tecnologia e innovazione; economia, lavoro; paesaggi e insediamenti urbani; Stato e istituzioni; educazione; che cosa ci fa sentire italiani.

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Percorso multimediale

Muovendosi tra gli spazi in penombra del museo è possibile udire la musica di Giorgio Gaber, vedere immagini e filmati di Craxi, Mussolini, Falcone e Borsellino, il ragionier Fantozzi, Coppi e Bartali, Dalla, Totò. Ma anche entrare in prima persona, grazie al visore 3D e alla virtual reality, all'interno di una tipica abitazione degli anni Settanta, interagendo con gli oggetti attorno a sé tramite joystick. Un'immersione nelle grandi trasformazioni che hanno toccato la società e le persone: se fossimo nati cent'anni fa saremmo 15 centimetri più bassi, avremmo combattuto nel deserto libico, saremmo morti di malattie che non esistono più. Avremmo visto la stufa a legna diventare a gas, comprato una Lambretta, guidato una 500, fatto la prima vacanza al mare o il primo bucato in una lavatrice. M9 fa rivivere tutto questo, "il tassello che mancava al nostro racconto collettivo, alla nostra identità nazionale". Pensato per intrattenere famiglie e anche bambini, attraverso l'esperienza di partecipazione fatta di tecnologie avanzate.

Mestre rigenerata

L'esposizione permanente sarà affiancata dal piano (il terzo) dedicato a mostre temporanee, che approfondiranno i temi del museo spaziando tra fotografia, design, arte e tecnologia. In tutto i corpi di fabbrica coinvolti nel progetto sono 7, di cui 3 nuove edificazioni. All'interno - oltre alle aree espositive - un auditorium/cinema 4K da 200 posti, spazi per eventi, working space, bistrot, area retail. Il complesso ridisegna il centro di Mestre (colorandolo con i tasselli di ceramica su gradazioni di rosso che rivestono i due edifici principali), affacciandosi su via Poerio, via Brenta Vecchia e via Carducci, e creando nuovi passaggi tra le aree pedonali esistenti. Un'evoluzione degna del balzo di Mestre verso il ventunesimo secolo.

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