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Troppo rumore durante lo scasso, la residente si sveglia e incastra i ladri di notte a Mestre

I due malintenzionati sono stati arrestati in via Buozzi a Mestre. In manette due lituani di 25 e 30 anni che verso le 4 stavano cercando di mettere ko la porta d'ingresso di un palazzo

Hanno causato troppo rumore, svegliando una delle residenti della via che ha chiamato subito la polizia. Due ladri sono stati arrestati nella notte tra venerdì e sabato mentre tentavano di introdursi in un condominio di via Buozzi a Mestre, cercando di scardinare la porta. L'operazione ha però attirato l'attenzione di una inquilina: l'allerta alla centrale operativa della questura è arrivata verso le 4 della notte: la donna ha riferito di vedere dal proprio balcone i due intrusi al "lavoro" in corrispondenza di un condominio a poca distanza dalla sua casa, nelle vicinanze di via San Donà.

Sul posto sono subito state inviate due volanti, mentre l'operatore della sala radio è rimasto in costante contatto telefonico con la residente, in grado di aggiornare in tempo reale sui movimenti della coppia di ladruncoli. Dopo pochi minuti i poliziotti sono arrivati e sono andati a colpo sicuro. La coppia di malinenzionati e stata bloccata e controllata. Uno dei due, alla vista dell'auto delle forze dell'ordine, è stato visto gettare in extremis un cacciavite tra il muro del condominio e una cabina del gas. Gesto però risultato vano. Era l'oggetto utilizzato per l'incursione. I due fermati, un 25enne e un 30enne lituani in Italia senza fissa dimora, con precedenti, sono stati arrestati per tentato furto in abitazione in concorso, e trattenuti nelle camere di sicurezza della questura fino alla direttissima di sabato mattina. 

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Poco prima, alle 2.30, un altro equipaggio delle volanti, in località Malcontenta, ha controllato due persone sospette, F.J. e P.G., entrambi italiani di 36 anni, ed entrambi con precedenti per reati contro il patrimonio. I due erano in possesso di una borsa in tela nera contenente vari arnesi da scasso, tra cui una cesoia da cantiere e numerosi cacciaviti. Inoltre, a carico di uno dei due, c'era un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice di Venezia il 13 ottobre scorso. Il 36enne è stato trasferito a Santa Maria Maggiore. Il compare, invece, è stato denunciato per il possesso ingiustiificato di arnesi da scasso.

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