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Cieca per una malattia, i medici "liberano" il bulbo oculare e lei può riacquistare la vista

Complesso intervento nei giorni scorsi all'Angelo di Mestre nei confronti di una 60enne del Veneziano. La paziente è affetta da una malattia che l'aveva resa completamente cieca

Nella foto il dottor Germanò (a sinistra) e il dottor Franzinelli

Perde completamente la vista per l’aggravarsi di una patologia che l’ha colpita, e la recupera parzialmente grazie a un intervento eseguito dalla Chirurgia Maxillo-facciale dell’Angelo: è la vicenda che ha avuto come protagonista, nei giorni scorsi, una signora di circa sessant’anni, residente a Venezia.

“Siamo intervenuti chirurgicamente – spiega il dottor Michele Franzinelli, che guida il reparto – su una paziente affetta da una forma grave di oftalmopatia basedowiana. Come avviene nei casi più avanzati, la patologia aveva avuto un aggravamento improvviso e non prevedibile. Si era determinato l’aumento del volume dei muscoli e del tessuto oculare, con un forte gonfiore di entrambi gli occhi, caratteristico del ‘morbo di Basedow’. La pressione così prodottasi sul nervo ottico aveva avuto come conseguenza la perdita del ‘visus’; e il collasso completo delle capacità visive ha spinto gli specialisti che seguivano la paziente ad optare per l’intervento chirurgico”.

E’ quindi in condizioni di cecità che la paziente è giunta all’Angelo ed è stata affidata all’ambulatorio di Chirurgia orbitopalpebrale del dottor Demetrio Germanò. Ricoverata e preparata con l’adeguata terapia farmacologica, la paziente è stata sottoposta a intervento. I chirurghi sono arrivati in sostanza alle pareti della cavità orbitale rimuovendone alcune parti, ampliando così lo spazio a disposizione dell’occhio: “Siamo intervenuti con un’orbitoplastica espansiva bilaterale – spiega il dottor Germanò, che ha operato insieme al dottor Franzinelli e all’équipe del reparto – per consentire la decompressione e la rivascolarizzazione del nervo ottico”. 

Lo spazio così creato ha permesso la decompressione delle orbite e del nervo ottico: “L’intervento – conclude il dottor Germanò – ha consentito l’immediato recupero parziale della vista, e già questo è un risultato che può definirsi eccezionale visto il grado di compromissione delle strutture intraorbitarie della paziente. Inoltre, l’opzione chirurgica ha scongiurato che si producesse sul nervo ottico una lesione definitiva, ricostruendo le condizioni per un progressivo ulteriore miglioramento della capacità visiva”. La paziente è stata dimessa alcuni giorno dopo l’intervento; durante la convalescenza si misurerà via via il suo progressivo recupero. 

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