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Nasce M9, il rilancio della terraferma per il futuro di Venezia

Il ministro Bonisoli e la presidente del Senato Casellati a Mestre per il gran giorno dell'inaugurazione del museo del '900

Un giorno memorabile per Mestre e per Venezia. Nasce M9, il museo del Novecento, polo culturale e centro attrattivo che promette di essere punto di riferimento sia per residenti che per visitatori da tutto il mondo. Da domani, 2 dicembre, le porte di M9 saranno aperte per tutti (domenica e festivi 10-21, dal lunedì al venerdì 9-20, sabato 10-21.30, martedì chiuso). Un simbolo del rilancio della città che non per niente racconta la modernità e la contemporaneità del nostro Paese. «Un sogno che si avvera», come ha detto il sindaco Luigi Brugnaro, che ha riconosciuto alle precedenti amministrazioni il merito di «avere avuto lungimiranza e aver creduto nel rilancio di Mestre». Una scommessa vinta: «Questo è un progetto che è stato concluso - ha commentato -. Dobbiamo terminare le opere, così come dobbiamo dare gli strumenti adeguati alle forze istituzionali, alle forze dell'ordine. Rivolgo un nuovo appello al governo: ascoltateci, rispondete alle esigenze degli enti locali. Serve il piano delle periferie, dobbiamo finire il tribunale, rilanciare Venezia e la terraferma. Venezia è da sempre Stato de mar e Stato de tera, qui è passata una grande parte della storia d'Italia e questa è una città viva. La contemporaneità continua».

Alla (ri)scoperta di un'identità collettiva

Sabato 1 dicembre è la data scelta per l'inaugurazione di questa struttura, un insieme di edificazioni che si inseriscono tra le vie centrali e colpiscono per forma e colori, ridisegnando il cuore della città. Inconfondibile. «Giusto che un edificio di questo livello attiri l'attenzione, che si presenti al mondo senza timidezza - ha commentato il ministro ai Beni culturali Alberto Bonisoli, presente al taglio del nastro -. Questo progetto rappresenta l'evoluzione del concetto di museo, è un polo che funge da attrattore culturale: i primi a usufruirne dovrebbero essere i residenti, quelli che abitano qui attorno. Perché è un'occasione di costruire e riscoprire un'identità collettiva. Mestre è la città più adeguata per questo progetto, perché rappresenta appieno i mutamenti del secolo scorso».

M9, tour nel museo multimediale

«Fiore all'occhiello per l'Italia intera»

Per Maria Elisabetta Alberti Casellati, presidente del Senato, M9 costituisce «un unicum in tutto il panorama nazionale», un polo «dedicato a un secolo che ha dimostrato come l'umanità abbia saputo resistere alla follia, ricostruire ciò che era stato distrutto e creare le condizioni per un mondo di libertà, pace e benessere. M9 con la sua visione sarà sempre più unico, un prezioso testimone di ciò che eravamo. Interamente affidato alla multimedialità, per i nativi digitali rappresenta una scoperta continua. Inoltre questi 7 fabbricati dimostrano come si possano recuperare edifici storici armonizzandoli nel contesto contemporaneo. Un fiore all'occhiello per la città, per il Veneto e l'Italia. Con inaugurazione di oggi questo territorio dimostra di saper progettare un nuovo futuro grazie agli insegnamenti del passato». Per Casellati merita paticolare attenzione la sezione "cosa ci fa sentire italiani": «È dedicata al genio italiano, a ciò che ci rende amati e apprezzati nel mondo, ed è utile per rendersi conto di quanto il nostro Paese sia considerato di più e meglio di quanto facciamo noi stessi. Un modo per superare degli stereotipi, su cui è giusto, anche, fare autoironia».

Mestre rigenerata

M9 è un progetto della Fondazione di Venezia, che ha investito 110 milioni di euro per contribuire al rilancio e allo sviluppo della terraferma veneziana. La realizzazione è stata affidata a Polymnia, società strumentale della Fondazione. Ispirato a esperienze internazionali di rigenerazione urbana, M9 propone un format innovativo in cui cultura multimediale, archietettura sostenibile, tecnologia, servizi per i cittadini e forme di commercio viaggiano sullo stesso binario per generare crescita, occupazione e benessere per la collettività.

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Commenti (3)

  • musei? a Mestre? Dove? mi sono perso qualcosa....

  • Milo,sono completamente d'accordo con te!!! E intanto la città è al degrado!

  • più di 100 milioni per una struttura dalla funzionalità discutibile, dai contenuti museali nulli ( i contenuti multimediali non possono avere questo valore in quanto usufruibili ovunque) e tutto a discapito delle potenzialità di molti altri posti come il Candiani, le depauperate municipalità con i loro centri civici e i musei quelli veri. Mi viene da piangere a me altroché.

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