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Famiglia e istituzioni: "Gli antidoti migliori contro violenze e maltrattamenti nei minori"

Giovani vittime e giovani aggressori, delinquenza e misure alternative al carcere: si è concluso venerdì il congresso dell’European Association for Forensic Child & Adolescent Psychiatry a Mestre

Giovani vittime e giovani autori di reato. Prevenzione all'interno delle famiglie e delle istituzioni. Si è concluso venerdì, nella sede Iusve di Mestre, il congresso internazionale organizzato dall’European Association for Forensic Child & Adolescent Psychiatry, Psychology & other involved professions.

Minori e leggi italiane

Delinquenza minorile e misure alternative al carcere, vittimizzazione e valutazione della testimonianza di minori in caso di violenza sessuale o maltrattamento, ma anche minori stranieri non accompagnati. Per la prima volta in Italia, quest'anno, il congresso ha riunito relatori di fama mondiale, provenienti dalle principali Università e centri di ricerca internazionali (USA, America Latina, Australia, India, Europa, UK, Russia) per discutere intorno al tema dei minori coinvolti nell’ambito forense, sia come vittime che come autori di reato. Venerdì si è svolta una sessione interamente in lingua italiana, rivolta alle realtà nazionali, per affrontare tematiche relative alla legislazione italiana e alle normative in ambito penale e civile attuali.

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Rieducazione e riabilitazione

"L’ambito minorile rappresenta un ambito del tutto particolare in merito alle questioni relative alla psicologia e alla psichiatria in ambito forense – spiega Marco Monzani, direttore del centro Universitario di Studi e Ricerche in Scienze Criminologiche e Vittimologia (SCRIVI) Università Iusve di Venezia -. Le ragioni di detta particolarità sono da ricercare nel particolare “oggetto” di studio, vale a dire il minore, e nel particolare contesto nel quale egli si viene a trovare, vale a dire, appunto, l’ambito forense (minorile). I diversi sistemi giuridici (almeno quelli occidentali) hanno come obiettivo la tutela del minore, non soltanto quando vittima, ma anche quando autore di reato. Il sistema penale minorile italiano, in particolare, è improntato fortemente su aspetti di carattere rieducativo e riabilitativo che hanno come obiettivo il reinserimento sociale del minore autore di reato scongiurando, ove possibile, il rischio di etichettamento dovuto al transitare del minore all’interno del circuito penale. Il Congresso intende affrontare tutte queste tematiche, dunque intende occuparsi sia del minore autore che del minore vittima di reato, nella convinzione che entrambi i ruoli occupati nella diade criminale meritino attenzione e interventi specifici da diversi versanti e da diversi professionisti".

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"Per la prima volta questo importante congresso internazionale si è svolto in Italia e lo Iusve lo ha ospitato e supportato, anche dal punto di vista scientifico – spiega Fabio Benatti, docente del Dipartimento di Psicologia di Iusve -. Sono stati forniti importanti contributi rivolti al territorio italiano, ma con un respiro internazionale su due test che sono stati adattati e tarati sulla popolazione italiana proprio da due gruppi di ricerca dello Iusve. Il congresso ha presentato anche una sessione italiana rivolta ai professionisti per un aggiornamento e una formazione in lingua italiana sui temi trattati".

"Inclusione ed equità"


"Il tema del Convegno: Giovani vittime e giovani autori di reato. Prevenzione ed intervento con famiglie ed Istituzioni, rappresenta una sfida decisiva e delicata per chi, a diverso titolo, lavora e ha a cuore il benessere dei minori, la tutela dei loro diritti, la costruzione di una società inclusiva ed equa – spiega anche Nicola Giacopini, direttore del dipartimento di Psicologia di Iusve -. La presenza dei massimi esperti internazionali in ambito minorile, provenienti da aree disciplinari psicologiche, educative, sociologiche, giuridiche è stata occasione preziosa anche per la nostra Università, di dare il proprio contributo specifico alla 'terza missione dell’Università', il servizio al territorio. Le occasioni di approfondimento, aggiornamento e condivisione come comunità professionale aiutano la nostra società a rispondere in modo fattivo alla sfida della prevenzione e dell’intervento a favore dei minori".

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