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Tenta di strangolarla con le mani, scappa con il bambino dal mostro

Un incubo che ormai dura da tempo per una giovane marocchina. Domenica ha chiesto aiuto in via Miranese dopo l'ennesima aggressione

Ubriaco e sotto l'effetto di stupefacenti. Del tutto fuori controllo. Paura per una giovane di origini marocchine domenica pomeriggio a Mestre, quando all'improvviso non si è trovata davanti suo marito, bensì una belva. Capace solo di usare la violenza al posto del dialogo. Così in un appartamento di via Miranese è andata in scena l'ennesima aggressione nei confronti di quella ventenne catapultata ormai da troppo tempo nell'incubo. Il suo compagno la strattona, la colpisce, alla fine le mette le mani al collo. Stringendo la morsa finché, con la forza della disperazione, la giovane non riesce a divincolarsi dalla presa. Non era la prima volta che il coniuge, un 24enne suo connazionale, la trattava come un oggetto e sfogava le proprie frustrazioni su di lei.

Tutto andava bene per sbottare, per offendere e alla fine alzare le mani. Al punto che la giovane aveva già deciso di rivolgersi a un centro anti violenza e nei prossimi giorni avrebbe dovuto avere il primo colloquio. Nel suo passato non ci sono stati regali o fiori, bensì coltelli puntati dritti verso di lei perché magari il pranzo non era ancora pronto, o per qualsiasi altro futile motivo che aveva fatto scattare il compagno, alle prese con problemi di stupefacenti e incline pure all'alcol.

Così è stato anche domenica pomeriggio, quando verso le 16.30 una signora sente il campanello suonare. Quando mette la testa fuori da casa vede una ragazza di colore che si nascondeva. In braccio un bambino di nemmeno un anno. Piange. In italiano stentato spiega di essere stata aggredita, poi una volta in casa chiama un amica, che riesce a comunicare meglio. Quindi anche la residente capisce la gravità della situazione e decide di allertare la polizia, che interviene sul posto con le volanti.

In ospedale alla ventenne vengono riscontrati traumi alle braccia ed ecchimosi al collo compatibili con il suo racconto. Cosicché le forze dell'ordine e il magistrato di turno hanno deciso di affidare la sventurata a una comunità specializzata (e protetta), mentre a giorni dovrebbe essere presentata formale denuncia dalla donna nei confronti del compagno violento, che nel frattempo nella sua abitazione non si è fatto trovare. Da quel momento in poi la musica dovrebbe cambiare per il 24enne.

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