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Sopralluogo all'ex Tim di via Carducci: le ceneri da cui nascerà il resort di lusso

Ecco come si presenta allo stato attuale. Ad ora il progetto è in discussione in quinta commissione. poi approderà al Consiglio per il voto finale. Due anni la durata dei lavori

Il palazzo in via Craducci ex sede della Tim

Mandate di chiave nella serratura per mandare indietro il blocchetto del grosso cancello e si aprono i battenti dell'area dove ha sede l'ex palazzo della Tim, nel cuore di Mestre, in via Carducci 22. Qualcuno si sofferma ancora all'interno scattando qualche altra foto, prima che il grosso stabile, in caso di maggioranza a favore nel prossimo Consiglio comunale, sia trasformato in un resort a 5 Stelle. La modifica da approvare riguarda appunto la destinazione d’uso da “impianti telefonici” ad “albergo”. Variante 46 al Piano degli Interventi. La discussione in quinta commissione di oggi, lunedì 11 novembre, è stata preceduta da un sopralluogo aperto al pubblico sul posto (video dell'area).

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Riqualificazione

Perplessità dal Partito Democratico. I punti critici per il consigliere Manuele Rosteghin restano la viabilità e i parcheggi. «La prima è inadeguata, mentre i posti auto sono solo 20 attualmente», dice. Ma dall'accordo pubblico-privato il Comune incassa 750 mila euro. Il cantiere dovrebbe durare due anni. Il risultato è un albergo di lusso «che permette la riqualificazione di una zona strategica - afferma l'assessore all'Urbanistica Massimiliano De Martin, che ha proposto la modifica - con 130 stanze e la creazione di 60 nuovi posti di lavoro».

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Degrado

«Abbiamo chiesto alla giunta se sia stato fatto tutto il possibile per evitare l'albergo, per una riqualificazione del centro a Mestre con un altro progetto, ad esempio residenziale, prima di scegliere questa soluzione - dice Rosteghin - . A 500 metri, in via Trentin, sono previsti 60 nuovi alloggi in social housing. Ci chiediamo se non aveva più senso fare altro in questo palazzo. Anche il Candiani era un'area degradata, prima che sorgesse il centro culturale. L'amministrazione non ci ha risposto».

Come l'M9

Come precisato dalla presidente della Commissione urbanistica, Lorenza Lavini, l’accordo di programma ha la finalità di trasformare l’attuale edificio in una struttura uniforme rispetto al vicino compendio M9. Con l'abbattimento dei muri di cinta si riusciranno a implementare le aree pedonabili attraverso la realizzazione di una nuova piazza a verde, che collega il Museo a calle Corte Legrenzi, via Poerio e piazza Ferretto. Affidata agli stessi progettisti del Museo del '900 la realizzazione delle facciate e delle aree esterne.

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