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Case Ater, i correttivi regionali tranquillizzano. Due milioni e mezzo per via Triestina

Parte “Monitoraggio del territorio” per le nuove famiglie assegnatarie. 2,5 milioni di euro per la ristrutturazione di 80 appartamenti Erp al civico 68. «Non significa che non sistemeremo gli altri»

L'assemblea di giovedì 14 in via Triestina

La sala piena. Non c'erano solo i condòmini degli oltre 200 alloggi dello stabile Ater, nell'area ricreativa di via Triestina 68 a Favaro, dove giovedì si è tenuto un incontro tra il presidente dell'Ater di Venezia, Raffaele Speranzon, e gli inquilini della zona. Anche gli assegnatari delle vicine altre zone di Favaro, degli edifici di via Monte Prabello. Un po' dappertutto sono partiti interventi agli edifici. Presenti tra gli altri il presidente della Municipalità di Favaro Marco Bellato, il presidente e il vicepresidente del Comitato inquilini del quartiere Triestina 68, Giancarlo Cemolin e Nicola Mezzaval, l’amministratore del condominio di via Triestina, Luca Vianello.

I temi 

Tanti i temi affrontati nelle circa due ore di incontro, in primis i nuovi correttivi previsti dalla Regione Veneto per l'applicazione della nuova legge regionale sugli alloggi pubblici. Una notizia che ha tranquillizzato gli assegnatari presenti, per la maggior parte inquilini sopra i 60 anni d’età. «La soglia di permanenza per le case popolari passa da 20 mila ai 35 mila – ha detto Speranzon – è stata mantenuta la parola dalla Regione. Esprimiamo soddisfazione per questi correttivi, il risultato più importante è che tutte le fasce deboli sono state salvaguardate». 

Il nuovo servizio

Si chiama “Monitoraggio del territorio”, ed è stato avviato «sulla base dell’esperienza maturata e delle informazioni rilevate nell’ambito del “Settore condomini e autogestioni” dell’Ater di Venezia – ha spiegato il responsabile del servizio, Roberto Giusto – per seguire le nuove famiglie assegnatarie e accompagnarle all’abitare negli alloggi Ater, supportandole anche nello svolgimento delle pratiche». Altro ruolo del nuovo servizio, partito in forma sperimentale, sarà quello di agevolare chi ha problemi di mobilità e non riesce a recarsi personalmente all’Ater a piazzale Roma per segnalazioni di gravi problemi, quindi un’attività di mediazione con l’utenza. Gli operatori gireranno su tutta l’area metropolitana, in cui si trovano i circa 10.800 alloggi Ater, e contribuiranno al monitoraggio dello stato di salute degli edifici e della buona conduzione degli alloggi.

Lavori

I lavori all’edificio Ater di via Triestina sono partiti nei giorni scorsi, dove è iniziata la rimozione del vecchio “cappotto” alla parete est, che sarà sostituito con quello nuovo per l’isolamento termico. Si procederà poi con un intervento generale su tutto lo stabile, che prevede la sostituzione di tutti i serramenti e delle caldaie, il consolidamento delle superfici e la posa di un nuovo rivestimento colorato su tutte le pareti esterne, e l’adeguamento degli ascensori per il superamento delle barriere architettoniche. Dopo la riqualificazione dei tre edifici “gemelli” in via Monte Prabello a Favaro, è toccato anche a quello di via Triestina. «Questo non significa che non sistemeremo gli altri palazzi ma che dobbiamo attenerci a quanto richiesto per ottenere quei finanziamenti regionali, ministeriali ed europei, sulla base dei progetti presentati dall’Ater». Il Consiglio di amministrazione dell’Azienda Territoriale di Edilizia Residenziale veneziana ha approvato, nelle scorse settimane, il progetto di fattibilità tecnica ed economica per la ristrutturazione di 80 appartamenti Erp dell’edificio al civico 68. Si tratta di lavori, interni ed esterni, alle parti comuni dello stabile e agli impianti, che saranno avviati in due stralci e prevedono una spesa di circa 2,5 milioni di euro, anticipati dall’Ater ma finanziati interamente con fondi ministeriali attraverso la Regione del Veneto. 

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