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L'ex Umberto I ricostruito dai ragazzi con Minecraft. Il progetto andrà al sindaco

Studenti di seconda media della Di Vittorio alle prese con il concorso di M9

Gli studenti ai giardini di via Einaudi

Nasce quasi come un gioco, ma loro la stanno prendendo molto seriamente, la partecipazione al concorso promosso dall'M9 per le scuole, che invita le classi a progettare spazi urbani nel distretto mestrino utilizzando il famoso videogioco Minecraft. Sono 23 studenti di seconda media dell'Istituto Giuseppe di Vittorio di Mestre. Quando la gara al Museo del '900 sarà finita, ad aprile, hanno già annunciato che porteranno il loro piano per l'ex ospedale al sindaco.

La collaborazione

«Sono gli ultimi nati nell'ospedale vecchio della città e hanno in mente di ispirarsi ad antiche mappe e a ideogrammi per ricostruire l'area», dice la professoressa Antonella Visaggio, insegnante di tecnologia della scuola, a capo di questo progetto assieme al professore di storia Alessandro Trabucco. Proprio dalla ricerca di queste mappe d'epoca della città di Mestre, la scuola è entrata in contatto con il Comitato ex Umberto I, che ai ragazzi oggi, 30 gennaio, in occasione della passeggiata e del sopralluogo dei giovani progettisti in loco, ha donato una mappa. 

L'Agenda 2030

«Il compito è quello di ridisegnare l'area sulla base delle direttive dell'Agenda 2030 dello sviluppo sostenibile. Faremo una riprogettazione con questa specie di Lego virtuali - spiega la professoressa - I padiglioni vanno ristrutturati tutti. Siamo ancora alle fasi iniziali del lavoro e della destinazione degli spazi, ma gli studenti hanno già espresso la volontà di veder nascere in quelle strutture una biblioteca e un museo della storia di Mestre, hanno parlato di riqualificare l'area del fiume, di creare zone dedicate alle passeggiate, di ampliare il verde, di collegare l'ex ospedale con il centro cittadino».

Orti e alberi

Contati e mappati tutti gli alberi che, secondo le prime direttive progettuali degli alunni, vanno conservati e possibilmente aumentati. E arriviamo al supermercato. La catena Alì spa si è aggiudicata la gara l'anno scorso per l'acquisto dello spazio per l'apertura di un nuovo punto vendita nel "buco". Anche riguardo a questo gli studenti hanno una idea ben precisa. «Va innanzitutto realizzato recuperando strutture già esistenti, senza ulteriore cementificazione - hanno spiegato - e attorno al negozio devono sorgere degli orti». «Del resto, guardando vecchie immagini d'epoca, sappiamo con certezza che un tempo qui c'erano già appezzamenti di terreno dedicati alla coltivazione», dice Monica Coin del Comitato. Prendendo spunto da questo, si può perfino pensare che dagli orti che circondano l'ex Umberto I possano arrivare i prodotti, bio e a chilometro zero, da mettere in vendita al supermercato. Ovviamente utilizzando imballaggi e materiali plastic free.

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La sensibilità

«Adopereremo tutte le ore destinate all'insegnamento di storia e tecnologia per lavorare a questo progetto insieme agli studenti - dice la professoressa -. Sono 5 ore alla settimana. Per la parte storica sarà preziosa la collaborazione del Comitato. Oggi abbiamo intanto compiuto una prima visita alla parte esterna». «Resteremo a disposizione, contenti di poter dare un contributo a questo lavoro di ricerca e recupero di Mestre antica, rincuorati dal fatto di trovare tanta sensibilità per le questioni ambientali e cittadine anche nelle generazioni così giovani. Creato il collegamento con la scuola ci siamo messi a collaborare con entusiasmo e ora abbiamo tante aspettative», ha detto Monica Coin del Comitato ex Umberto Primo.

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