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Ex Umberto I: «Il Comune acquisti l’area e metta fine al degrado»

Pellicani, Sambo e Rosteghin: «Serve una rigenerazione urbana del centro di Mestre. L’importo della proposta di acquisto attuale è conveniente e i soldi ci sono: quelli del patto per Venezia»

"Il buco". La soluzione per l'area degradata dell'ex Umberto I in centro a Mestre sembra lontana, ma per i consiglieri del Partito Democratico, Nicola Pellicani, Monica Sambo ed Emanuele Rosteghin, all'abbandono si può porre rimedio: «L’amministrazione acquisti l’area rivitalizzando e riqualificando la zona».

Costi

«Tutta la città auspica la fine di una situazione che ha danneggiato oltremodo il centro della città - spiegano i consiglieri -, le sue attività commerciali e i suoi abitanti. L’importo della proposta di acquisto odierna, molto inferiore a quello di acquisto dell’area da parte di Dng Srl, lo rende molto conveniente, anche per la crisi del mercato immobiliare. Le  risorse economiche ci sono e sono quelle del patto per Venezia. La convenienza può valere anche per l’interesse della città attraverso l’iniziativa del Comune che è creditore nei confronti della proprietà».

Progetti

Questa operazione porterebbe a compimento, dicono Pellicani, Sambo e Rosteghin, «gli investimenti fatti nell’arco di tre decenni per l’arredo urbano di piazza Ferretto e dintorni, il restauro della torre, il centro culturale Candiani, il teatro Toniolo, la nuova biblioteca civica, il recupero di via Poerio-Riviera XX Settembre e la realizzazione del museo M9. Occorre rendere il centro attrattivo e vivace, anche portando il mercato, attività sportive, intrattenimento, spazi giovanili, incubatori d’impresa, e un'area verde».

Investimenti

«Il governo del Partito Democratico ha portato al Comune, nel novembre 2016, 257 milioni di euro, di cui 110 milioni da utilizzare per interventi nel periodo 2014-2020 - concludono - . Di questi ultimi, 21 milioni sono destinati alla riqualificazione di edifici e luoghi pubblici di rilevanza socio-economica e contrasto all’illegalità nella terraferma di Venezia. Quindi il Comune è già in possesso delle risorse necessarie per avviare questo importante processo di riqualificazione urbana che, riteniamo, debba spettare a un'amministrazione pubblica».

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