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Una donna si è data fuoco davanti al tribunale dei minori di Mestre

Al centro della vicenda c'è la procedura di adottabilità della figlia, che le era stata tolta. La testimonianza delle guardie giurate: «Non c'è stato il tempo di fermarla»

Stamattina, a Mestre, una donna di 49 anni di nazionalità marocchina si è data fuoco davanti all'ingresso del tribunale dei minori, tra via Forte Marghera e via Bissa, poco distante dal centro della città. Sul posto sono subito intervenute le ambulanze, che hanno soccorso la donna per poi portarla all'ospedale dell'Angelo. Successivamente, è stata trasferita al centro grandi ustionati di Padova, dove si trova ricoverata in gravissime condizioni.

Gesto estremo al tribunale minorile

La vicenda è in fase di ricostruzione da parte della polizia. Sul luogo del fatto, oltre alla tanica contenente il liquido infiammabile impiegato, è stato trovato un cartello con delle scritte che spiegano le ragioni del gesto: nel messaggio si fa riferimento all'affidamento della figlia e anche al padre, che vive in un paese della provincia di Treviso. Ciò che è accaduto, quindi, è probabilmente una forma estrema di protesta riguardante un procedimento giudiziario in cui la donna è coinvolta.

La vicenda giudiziaria

«La signora, madre di una minore per la quale pende la procedura di adottabilità, è venuta in cancelleria chiedendo di parlare con il giudice assegnatario del fascicolo, quindi ha chiesto di avere copia degli atti e, senza attendere che le venisse consegnato quanto richiesto, è uscita dal palazzo e 50 minuti dopo è tornata sul piazzale, si è cosparsa di sostanza infiammabile e si è data fuoco», spiega la presidente del tribunale dei minori, Maria Teresa Rossi. «La situazione della minore è seguita da tempo dai servizi sociali e da questo tribunale con vari interventi di supporto alla genitorialità e da ultimo per una verifica delle capacità dei genitori, tra loro non conviventi, di dare alla figlia le cure morali e materiali di cui ha bisogno per la sua crescita equilibrata e per tutelare quest'ultima da una madre di cui la bimba ha paura e che a causa di un disturbo è seguita da uno psichiatra», conclude Rossi.

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I soccorsi

I primi a soccorrere la donna sono stati due vigilanti all'ingresso del tribunale. Le guardie giurate hanno tentato di dissuaderla dal compiere il gesto, ma la donna ha acceso il fuoco e poco dopo è crollata a terra. «È successo tutto in pochi secondi, non c'è stato neanche il tempo per provare a convincerla, abbiamo preso gli estintori e fatto il possibile», ha raccontato uno degli addetti alla sicurezza. L'area è stata recintata e sul posto è intervenuta anche la scientifica.

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