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Internet sempre più insidioso: in 2 anni 36 truffatori denunciati tra Mestre e Miranese

Il giro d'affari illegale scoperto è di circa un centinaio di migliaia di euro. Non solo inserzioni false sui portali specializzati, ma anche casi di phishing e del virus Cryptolocker

Internet strumento utilissimo, ma per certi aspetti anche pericoloso. Basta guardare ai dati forniti dalla Compagnia dei carabinieri di Mestre per capire che la truffa è dietro l'angolo, di giorno in giorno sempre più insidiosa. Dal 2016 a oggi, infatti, sono state 36 le persone denunciate dai militari dell'Arma per raggiri perpetrati nel territorio compreso tra Mestre, Miranese e il Mirese. Il giro d'affari scoperto sfiora il centinaio di migliaia di euro. Se questi sono i numeri "venuti a galla", c'è con ogni probabilità un sommerso ancora più preoccupante, anche perché non tutte le truffe hanno ancora trovato il loro autore.

False inserzioni online

Nel corso degli ultimi anni i carabinieri si sono occupati soprattutto di falsi annunci pubblicati su piattaforme digitali specializzate e i casi appaiono in costante aumento, di pari passo con l'evoluzione e l'allargamento della Rete. Costante rimane l'invito delle forze dell'ordine a denunciare sempre eventuali reati commessi attraverso il web, anche per avere maggiori possibilità di mettere in correlazione episodi che a una prima analisi possono apparire indipendenti l'uno dall'altro.

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Casi di phishing e incursioni di Cryptolocker

In definitiva i carabinieri si sono dovuti trasformare in investigatori del web, facendosi largo nel mare magnun delle offerte fasulle, ma non sono mancati i casi di phishing (un malintenzionato cerca di ingannare la vittima convincendola a fornire informazioni personali, dati finanziari o codici di accesso, fingendosi un ente affidabile in una comunicazione digitale) o l’indebita introduzione nei sistemi informatici delle aziende per capirne i codici, sviare pagamenti su altri conti e addirittura estorcere denaro in criptovaluta dopo aver bloccato tutti i sistemi gestionali software, mettendo in ginocchio tutte le attività d’impresa. Si tratta del famigerato Cryptolocker, un programma "malevolo" in grado di bloccare completamente un computer.

Vademecum per evitare guai

  • Per aiutare i cittadini a evitare guai, i carabinieri hanno predisposto un vademecum in cui si spiegano piccoli ma semplici accorgimenti per non cadere in trappola sul web, specie in fatto di commercio elettronico:
  • Prima di acquistare un prodotto o di usufruire di un servizio in Internet, verificare le politiche di vendita e le condizioni di recesso (tramite le informazioni evidenziabili sulle caratteristiche del prodotto), i tempi di consegna, i costi e le spese di spedizione.
  • Raccogliere tutti i dati per essere sicuri della reale identità del venditore. Devono essere indicati chiaramente i dati del venditore e cioè il nome dell'azienda e l'indirizzo geografico della sede sociale. Verificare se il venditore è italiano: anche se il server è collocato in Italia, raggiungibile con un indirizzo ".it", controllare che anche la sede del venditore sia in Italia. Mettere in piedi una truffa su Internet è fin troppo facile: chiunque può chiedere un accesso ad Internet e costruirsi un suo sito.
  • Verificare l'esistenza della certificazione cioè di un attestato che comprovi la corrispondenza tra un dato sito e una persona fisica o giuridica. Nei browser è presente una finestra detta "security" che contiene una apposita voce "visiona certificati".
  • E' preferibile scegliere siti con la precisa indicazione di un marchio di qualità, rilasciato da un organismo esterno, che certifica che il sito svolga attività nel rispetto dei diritti dei consumatori. Attualmente in Italia i marchi più diffusi in Rete sono: Webtrader, E-quality mark e Qweb.
  • Prestare particolare attenzione quando acquistate su un sito straniero, dal momento che le normative di riferimento e i controlli a cui sono vincolati possono non essere direttamente apprezzabili e prestare il fianco a critiche nei casi di contenzioso. In particolare occorre verificare:
  1. -       le condizioni di fruibilità del prodotto anche in Italia (ad es. il sistema delle taglie per i capi di abbigliamento varia da Paese a Paese);
  2. -       la presenza di una versione del contratto anche in italiano, così come delle spiegazioni del prodotto;
  3. -       se la garanzia è operante anche in Italia e se in tal caso ci sono dei costi aggiuntivi;
  4. -       l'importo delle tasse doganali che vengono applicate per gli acquisti sui siti extracomunitari;
  5. -       la variabilità delle leggi applicabili al contratto nel caso di acquisti da un sito extracomunitario. I consumatori dei Paesi membri dell'unione Europea beneficiano sostanzialmente degli stessi diritti.
  • Non utilizzare carte di credito in Rete in maniera indiscriminata, ma pagate possibilmente con carte pre-pagate cercando di conservare l'anonimato, a meno che i siti non presentino un sistema di protezione della trasmissione dei dati SSL (Socket Secure Lock) 128 bit (attualmente il più evoluto). Per verificare la presenza di SSL bisogna controllare che sulla parte bassa dello schermo compaia il disegno di un lucchetto chiuso; se la transazione non è sicura il lucchetto sarà aperto (con il browser Netscape), oppure non comparirà alcun lucchetto (con Explorer). Esistono anche altri sistemi come il Telepay, offerto dalle banche italiane per effettuare transazioni sicure oppure il SET (Secure Electronic Transaction) per la trasmissione dei dati in tutta sicurezza.
  • Verificare che si tratti di una vendita a prezzo fisso. Nel caso di aste le garanzie per i consumatori sono minori, è quindi consigliabile acquistare solamente su un sito che pubblichi un regolamento chiaro e che preveda delle soluzioni in caso di frode da parte del venditore.
  • Non fornire i vostri dati personali se non siete sicuri riguardo alle motivazioni d'uso e non avete garanzie sufficienti sulle modalità di protezione degli stessi da accessi indesiderati e non autorizzati. Controllare che ci siano garanzie per il trattamento dei dati personali.
  • Verificare che il contratto proposto non contenga delle clausole vessatorie che "determinano a carico del consumatore un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi provenienti dal contratto" (art. 1469-bis del Codice Civile). Le clausole vessatorie sono da ritenersi inefficaci anche se non annullano il resto del contratto che rimane valido.
  • Conservare con cura una copia di tutti gli ordini fatti e dei documenti relativi (e-mail scambiate con il venditore, informazioni sulle condizioni di vendita, etc.), nonché, in modo particolarmente sicuro, le password e i codici, soprattutto quelli per accedere ai servizi Internet di natura finanziaria. E' consigliabile utilizzare password lunghe ed incomprensibili ed avere password differenti per diversi servizi, non consentendo al sito di salvare la parola-chiave automaticamente per non doverla digitare nuovamente.
  • Se si cambia idea riguardo all'acquisto effettuato è possibile esercitare il diritto di recesso secondo le modalità indicate sul contratto a mezzo di una raccomandata con ricevuta di ritorno inviata al venditore.
     

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