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Case Ater a Campo dei Sassi, oggi il taglio del nastro per 37 nuovi alloggi | VIDEO

L'inaugurazione questa mattina. Saranno occupati dalle prossime settimane e garantiranno agli inquilini ambienti tecnologicamente all'avanguardia

Un'altra importante parte del vecchio cuore del rione di Altobello torna ufficialmente a pulsare: questa mattina sono stati infatti inaugurati i 37 nuovi alloggi realizzati dall'Ater di Venezia, a “Campo dei Sassi”. Alle cerimonia, oltre a tanti cittadini e al presidente dell'Ater Raffaele Speranzon, hanno preso parte la vicesindaco di Venezia Luciana Colle e per la Regione l'assessore ai Servizi sociali Manuela Lanzarin.

37 alloggi

Entro poche settimane tutti i 37 alloggi potranno essere occupati dai loro legittimi destinatari, che avranno la possibilità di vivere, come ha ricordato il presidente dell'Ater Speranzon, in ambienti tecnologicamente all'avanguardia dal punto di vista della domotica. Sulla copertura dell'edificio è inoltre presente un impianto solare termico per la produzione dell'acqua calda sanitaria. Il costo dell'opera, complessivo sia delle parti interne che esterne, è di 7.400.00 euro, di cui 5 provenienti da fondi ministeriali e 2,4 dall'Ater di Venezia.

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Destinatari

Tutte le abitazioni sono destinate all'Erp (Edilizia residenziale pubblica) e più precisamente a persone fragili per età e condizioni socio-economiche: 26 abitazioni sono dedicate a utenti anziani, 6 a inquilini con disabilità, mentre un appartamento è riservato alle “badanti di condominio”, operatrici scelte dai servizi sociali del Comune di Venezia che si turneranno nell'assistenza ai residenti, giorno e notte. Sarà infatti garantito un servizio, con due badanti sempre operative, alloggiate in uno degli appartamenti, dotato tra l'altro anche di una "control room", una sala di controllo che permette di monitorare i sistemi di allarme e velocizzare gli interventi. Oltre a questi 33 nuovi alloggi, vi sono altri 4 appartamenti restaurati che andranno a famiglie della stessa fascia.

Realizzata a più mani

«Questa - ha sottolineato nel suo intervento la vicesindaco - è una realizzazione compiuta davvero "a più mani". Hanno dato per primi il loro apporto proprio i residenti, battendosi affinché il vecchio caratteristico edificio a forma di U, costruito nel 1932, non fosse abbattuto e sostituito, ma restaurato. Gli uffici comunali hanno poi collaborato fattivamente con Ater e Regione perché l'opera potesse divenire realtà, ed ora i servizi sociali del Comune avranno un ruolo altrettanto importante, garantendo l'assistenza 24 ore su 24 agli anziani che vi prenderanno alloggio». 

Bisogni abitativi e assistenziali

«Questa ristrutturazione – ha spiegato il presidente Speranzon - ha reso oggi possibile la consegna degli alloggi di Campo dei Sassi alle persone più fragili della nostra società. Il piacere e il senso di essere qui oggi, deriva dall’aver dato ascolto proprio alle loro necessità, all’essere riusciti a realizzare un edificio che dà risposte a questi bisogni sia in termini abitativi che assistenziali, di cura della persona. Consentire all’anziano autonomia e allo stesso tempo un tempestivo accudimento era ed è l’obiettivo, una progettazione avanzata con soluzioni impiantistiche che vanno dalla domotica all’uso di sistemi alternativi di generazione di energia».

La statua del Papa

All'inizio della cerimonia è stata ricollocata, nella corte del complesso, una statua raffigurante Papa Giovanni XXIII che era stata rimossa prima dell'inizio dei lavori, di grande valore simbolico per i residenti che vivono nel quartiere. La statua in legno della Val Gardena risale ai primi anni Settanta ed è stata restaurata dal comitato inquilini di Altobello per poi essere ospitata all'interno della chiesa della Madonna Pellegrina, dove è rimasta fino ad oggi. Ad aprire la cerimonia di inaugurazione degli alloggi, questa mattina, la processione dei residenti che hanno portato la raffigurazione di Papa Roncalli dalla vicina chiesa al suo luogo originario, "Campo dei Sassi".

L'impianto luce di emergenza

È stato realizzato un impianto d’illuminazione di emergenza e sicurezza: il concetto di “casa intelligente” consente da una parte il servizio di assistenza medico sanitaria ai residenti che necessitano di cure, e dall'altra una maggiore sorveglianza contro i furti. «Come già avevamo annunciato, questo complesso, completamente rinnovato, può candidarsi a essere una struttura di assistenza domiciliare per Venezia -  aggiunge Speranzon - è significativa la dotazione dei dispositivi domotici in ogni casa, finalizzati a facilitare la gestione del quotidiano da parte dell'utenza. Grazie alla tecnologia e alla complementare rete di assistenza sarà possibile allontanare, e se possibile evitare, il ricovero in case di cura o altre strutture ospedaliere o paraospedaliere».

La storia

Il rinnovamento di questa zona ha origine negli anni Settanta. Nel 1979 viene approvato il Piano di Recupero di Altobello nel quale si scelse, per garantire un effettivo rinnovamento edilizio e urbanistico, di demolire ristrutturazione gli edifici Iacp e gli alloggi privati di via Fornace. Si ipotizzò quindi di costruire tre edifici allineati lungo via Squero, alti sette piani e collegati tra loro a terra da due piastre di servizi. Negli anni successivi, il piano subì tre varianti che modificarono l’impianto originario, portando alla realizzazione della cosiddetta “Nave 1” e, nel 2003, della “Nave 2”.

Finanziamenti

Fu nel 2006 che un’ulteriore variante al Piano regolatore generale adottò una diversa soluzione, che anziché demolire e ricostruire scelse di mantenere e ristrutturare, valorizzando e rivitalizzando i vecchi edifici rimasti e, con essi, l’identità e la storia del quartiere. Una storia ricca di vita e di lavoro: basti pensare che le Tettoie furono costruite nel 1887 e “Campo dei sassi” nel 1932 (allora lo chiamavano “Corte dei sassi”). Oggi la zona tra via Costa, la Madonna Pellegrina, via Fornace e Campo dei Sassi è completamente trasformata. Il contratto di quartiere, nell’ambito di un programma ministeriale del 2001, ha concesso finanziamenti stimolando la partecipazione e la collaborazione dei vari attori interessati.

Contratto di quartiere

Lo spirito con cui venne impostata tutta l’operazione del contratto di quartiere per una “nuova Altobello” era basato sull’idea di realizzare un esempio di riqualificazione urbanistica e di progettazione partecipata. Un modello dal punto di vista ecologico oltreché urbanistico, edilizio e insieme sociale, spingendo l’attenzione verso le persone anziane, le persone disabili e i bambini. L’intera area, ora sistemata – conclude il presidente Ater - ha acquisito un aspetto piacevole e “a misura d’uomo”, con percorsi pedonali, varchi e tragitti di collegamento, e con la fine dei lavori di urbanizzazione e la consegna degli alloggi delle Tettoie e di Campo dei Sassi questa parte di città acquisirà un fascino particolare, frutto di una storia antica, di un vissuto popolare passato e presente, di una bellezza nuova, fatta di modernità e comfort». 
 

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