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"Operazione Kevin", smantellata rete dello spaccio di eroina a Mestre

La polizia ha arrestato quattro persone e ne ha denunciate altrettante. Il capo, bengalese detto "Kevin", aveva stretto un sodalizio con pusher tunisini. Chiuso bed and breakfast in via Filiasi

Smantellata un'intera rete di spacciatori di eroina nel quartiere Piave di Mestre, con l'arresto in flagranza di reato di tre pusher, l'esecuzione di quattro ordinanze di custodia cautelare e la denuncia di altre quattro persone. Un flusso di droga incessante che riforniva le strade mestrine, soprattutto a clienti molto giovani, nell'ordine delle migliaia di dosi. In manette anche il responsabile di un'overdose occorsa nel settembre scorso a un tossicodipendente in via Piave.

"KEVIN", IL CAPO - Tutto è iniziato l'agosto scorso quando, sempre in via Piave, viene bloccato il "capo" dell'organizzazione: Kibria Anwar, detto Kevin, 30enne di origine bengalese. Era stato trovato in possesso del classico "kit" dello spacciatore. Droga, bilancino, soldi contanti e telefono cellulare. Da qui iniziano i pedinamenti e le intercettazioni telefoniche, che fanno finire uno a uno i componenenti dell'organizzazione nella rete della polizia. "Kevin" aveva stretto legami con gli spacciatori di origine tunisina, mettendo in piedi un sodalizio criminale. Sfruttavano uno stabile fatiscente in via Trento, poi abbattuto.

I PRIMI ARRESTI - Lì a settembre venivano arrestati in flagranza due spacciatori tunisini: Sofien El Hamza, 22enne, e Tarek Ayad Issa, 27enne. Il mese successivo tocca a Kevin finire in manette per spaccio. Nella sua abitazione in via Milano vengono trovate venti dosi di eroina, soldi contanti e un nuovo cellulare. Le indagini continuano, e a gennaio e febbraio 2012 una serie di informative del commissariato di Mestre portano il giudice per le indagini preliminari Michele Medici a emettere quattro provvedimenti restrittivi nei confronti di Kibria Anwar e Sofien El Hamza, già "sorpresi" dalle forze dell'ordine, e di Mehdi Louati, 27enne tunisino, e Salah Zairi, tunisino 20enne.

EX DEPOSITO ACTV - Louati si nascondeva in un'ala dismessa dell'ex deposito Actv di via Torino. Faceva passare la droga attraverso un'inferriata, in maniera da evitare ogni intervento delle forze dell'ordine. La polizia, infatti, ha dovuto chiedere aiuto ai vigili del fuoco per abbatterla e stringere le manette ai polsi del pusher.

BED AND BREAKFAST CHIUSO - Salah Zairi, invece, si trovava nel bed and breakfast “Ai Giardini”, in via Filiasi 36 a Mestre. Era in possesso di undici dosi di eroina. Nella struttura c'erano anche alcuni clandestini, dei quali uno con dosi di droga. Il questore di Venezia Fulvio Della Rocca ha disposto la chiusura del bed and breakfast per 15 giorni, notificata stamattina alla titolare, denunciata per favoreggiamento alla permanenza di clandestini per scopo di lucro.

 

IL VICESINDACO SIMIONATO - “L’operazione della Questura - commenta il vicesindaco Sandro Simionato - segna l’ennesimo punto a favore del recupero di un’area delicata come quella della stazione di Mestre. Gli uomini del questore Fulvio Della Rocca hanno operato con la consueta professionalità, dimostrando che un serio lavoro investigativo, unito a un controllo puntuale del territorio, è in grado di portare risultati concreti a beneficio dei cittadini che abitano e vivono in via Piave.

 

IL VIDEO DEGLI ARRESTI

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